La protesta
Telefonate, errori e scortesie odissea per pagare la multa
EMPOLI. Un'odissea per pagare una multa. Tra informazioni sbagliate e iter lenti, con un documento che impiega ben 4 giorni per compiere le poche centinaia di metri che separano gli uffici dell'Unione...
EMPOLI. Un'odissea per pagare una multa. Tra informazioni sbagliate e iter lenti, con un documento che impiega ben 4 giorni per compiere le poche centinaia di metri che separano gli uffici dell'Unione in piazza della Vittoria al comando della polizia municipale in via Cavour a Empoli.
Il calvario di Nica Di Palma, 32 anni, residente a Castelfranco di Sotto, inizia nello scorso mese di aprile, quando la sua auto viene “fotografata” all'autovelox di San Pierino. Le viene recapitata la multa, di 131 euro. Che però va persa. Di conseguenza il 10 agosto, le arriva il bis: la sanzione è raddoppiata (352,50 euro), anche perché la proprietaria della macchina non ha fornito le generalità del conducente. Fin qui tutto nella norma. Passano alcune settimane e Nica - in vista della scadenza - decide di chiedere la rateizzazione. I suoi genitori chiedono informazioni ai vigili di Fucecchio, ma vengono indirizzati a Empoli: «E qui io ho compilato un modulo, ma dopo la mia firma sono stati aggiunti dei dati, peraltro sbagliati: l'ho scoperto soltanto dopo. E questa mi sembra una scorrettezza». Si tratta dei redditi familiari, recuperati dall'ente con l'incrocio delle banche dati. Perché la rateizzazione viene concessa solo se il reddito complessivo è inferiore ai 10.628 euro: «Ma nessuno me lo ha spiegato». L'istanza viene protocollata dall'Unione il 14 ottobre 2016. «Mi hanno detto di telefonare per sapere se la richiesta era stata accettata. L’ho fatto. La prima volta mi hanno detto che l'addetto non c'era. La secondo lo stesso, aggiungendo però di non preoccuparmi, perché tanto la multa scadeva il 22. Stessa musica il giorno dopo ancora e quello successivo quando l'impiegata mi ha anche rassicurata: "Inizi a pagare i bollettini mensili con la cifra che può versare". E si arriva alla mattina del 20 ottobre, ennesima chiamata: «E lì l'addetta si è accorta che in realtà aveva sbagliato i conti e la multa scadeva proprio quel giorno. Insomma, se non pagavo subito mi raddoppiava nuovamente e mi ritrovavo con una stangata da 700 euro». A Nica non è rimasto altro che pagare tutto e subito.
«Ma non è questo. Sono i modi che fanno arrabbiare. Ho chiesto una rateizzazione e in una settimana non ho ricevuto risposta, mi hanno indicato una scadenza sbagliata, ho trovato personale scortese o impreparato, hanno aggiunto dati sbagliati su un foglio che avevo sottoscritto: questa è l'Italia? E una persona anziana come deve fare in una situazione del genere". E non poteva mancare la ciliegina: "Alle Poste hanno sbagliato l'importo del bollettino. Per fortuna me ne sono resa conto...».
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