Gioco
Cambia il progetto del Centro per l’autismo
L’Asl anticiperà i soldi che saranno restituiti dal Comune dopo la vendita delle ville Fucini e Cerbaiola
EMPOLI. Il maxi-centro da 3,8 milioni di euro per l’autismo si farà. Ma niente “casermone”. Il progetto - con servizi semiresidenziali e residenziali che potranno accogliere persone con disturbo autistico di tutto il territorio dell'Asl Toscana Centro - sarà realizzato con la collaborazione della facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e con il coinvolgimento della delle associazioni del territorio, in quanto sono previsti soluzioni strutturali e tecniche all'avanguardia con spazi che daranno la possibilità a chi li frequenterà di svolgere anche attività lavorative, laboratoriali e ricreative territoriali diffuse. Ma cambia anche il tipo finanziamento. Non si dovrà più attendere che il Comune incassi i soldi dalle vendite delle ville Fucini di via IX Febbraio (attualmente centro notturno) e Cerbaiola (centro diurno da 50 posti), considerate ormai obsolete e non più funzionali. Ma sarà l’Asl a metterci i soldi, che poi l’ente di via Del Papa restituirà una volta completate le operazioni di dismissione e vendita.
La vicenda si trascina ormai da oltre due anni e aveva tenuto banco nella scorsa primavera, sollevando un’accesa polemica tra il Comune e le associazioni che si occupano della disabilità, che avevano attaccato duramente il progetto (ampiamente condiviso tra sindaci e Asl) della “cittadella dei disabili” da 78 posti, che sorgerà nella zona di Sant’Anna, tra il Terrafino e Carraia, su un terreno di 12.000 metri quadrati donato dalla famiglia Artini. Il progetto sarebbe stato finanziato con la vendita delle ville e prevedeva un plesso da 20 posti residenziali con centro diurno aggregato di ulteriori 10 posti dedicati all’autismo. Un ulteriore plesso, separato, dedicato alla "nuova Cerbaiola" costituita da due moduli da 20 persone ciascuno. Laboratori e spazi comuni a disposizione delle due strutture. Un’idea bocciata senza appello dalle associazioni: «Vogliamo promuovere l’abbandono dell’assistenza in grandi strutture residenziali a lunga permanenza, a favore di un sistema di assistenza e sostegno basato sulla famiglia e sulla comunità». Ne scaturì un duro scontro con la sindaca Brenda Barnini, fino all’intervento di Saccardi: «Il progetto così com’è non va bene dal punto di vista architettonico». E ieri l’assessore ha ribadito che «il Centro deve garantire risposte alle necessità individuali degli ospiti. Insomma, serve un sistema di accoglienza il più personalizzato possibile e il nuovo progetto dovrà andare in questa direzione».
La tempistica è in linea con quello per i lavori al “blocco H” del San Giuseppe e per la demolizione e ricostruzione di un’ala del Santa Verdiana a Castello: via ai lavori a metà 2018 e inaugurazione nel 2020. (f.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google