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Empoli

Al via i lavori di ampliamento di Casa Arrighi

Al via i lavori di ampliamento di Casa Arrighi

La residenza si trasformerà a due piani e saliranno a sette i posti disponibili con spazi condivisi

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EMPOLI. Hanno preso il via i lavori per l'ampliamento degli spazi dedicati al cohousing all'interno di 'Casa Arrighi', struttura nata nel 1997 come centro di accoglienza per persone con disabilità attivo a Empoli, in via Meucci che si è trasformata in una residenza destinata a ragazzi con disabilità che la vivono condividendone molti spazi e servizi. Dal 2014 la Fondazione Dopo di Noi gestisce in quell'edificio un progetto, anche grazie ad un finanziamento regionale, che prevede vita indipendente e inclusione nella società dei ragazzi disabili che vivono in cohousing ambienti di vita in questo appartamento autogestito. I lavori di ristrutturazione interesseranno i servizi igienici la ristrutturazione di spazi comuni l'adeguamento agli impianti elettrici le modifiche con opere murarie per l'adeguamento alla normativa vigente, oltre alla fornitura di tutto l'arredamento del piano. Il Comune di Empoli proprietario dell'immobile ha approvato le linee tecniche di intervento per un importo complessivo di 39.000 euro.

Per far fronte a questo investimento la Fondazione dopo di Noi attingerà ad un trasferimento di risorse provenienti dal lascito che la famiglia Arrighi ha donato all'Asl. Grazie a questo intervento 'Casa Arrighi', finora utilizzata solo al piano terra sarà vissuta dagli ospiti anche al primo piano. Dunque, al termine dei lavori, previsti per fine 2016, offrirà fino a 7 posti in totale; gli ospiti sono seguiti, 24 ore su 24, da personale della fondazione 'Dopo di Noi', nelle ore diurne anche da un operatore specializzato, e contribuiscono con una compartecipazione mensile.

«Siamo di fronte a una positiva esperienza che dopo la sperimentazione prende maggiore spessore e prova a dare risposta a tutti coloro che hanno possibilità e voglia di intraprendere un percorso di autonomia. Si tratta - sottolinea l'assessore Arianna Poggi - di una buona pratica di collaborazione tra ente pubblico, servizio sanitario e Fondazione che prova a individuare un micro sistema da poter replicare in tante altre parti della città consentendo a molti più ragazzi di approcciarsi a questo tipo di vita meno protetto dalla famiglia ma più autonomo e indipendente».

I soggetti coinvolti e firmatari del protocollo quindi sono: il Comune, proprietario dell'immobile donato dalla famiglia Arrighi; l'Asl, in quanto titolare della funzione socio-sanitaria, ente gestore per la delega dell'Unione per i servizi socio assistenziali, titolare del lascito testamentario di 67.317,67 euro, e la Fondazione Dopo di Noi, gestore del progetto. Era il 1994 quando Alaide Coppini, scomparsa nel 2015 a 102 anni, e suo marito Galeno Arrighi donarono 'Casa Arrighi' al Comune per realizzarci una casa famiglia in grado di ospitare la loro figlia Carla e altre persone disabili. La struttura venne aperta nel settembre 1997 come centro diurno. E dal 2015, grazie all'Asl 11 e alla Fondazione 'Dopo di Noi', è divenuta una residenza di cohousing per disabili.

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