Il Tirreno

Empoli

viale buozzi

Residente si ribella alle prostitute, preso a bastonate e sputi in faccia

di Francesco Turchi
L’aggressione è avvenuta in viale Buozzi, tra le case e il parco della Rimembranza (foto Agenzia Carlo Sestini)
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L’aggressione è avvenuta in viale Buozzi, tra le case e il parco della Rimembranza (foto Agenzia Carlo Sestini)

Esasperato da schiamazzi e via-vai di clienti scende per strada ma viene aggredito e finisce all’ospedale di Empoli. «Le forze dell’ordine controllano, ma appena se ne vanno tutto torna come prima. Non ne possiamo più»

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EMPOLI. Da mesi è ostaggio di prostitute e spacciatori che hanno invaso il parco proprio di fronte a casa sua. E della lunga scia di inevitabili conseguenze: schiamazzi, personaggi sospetti, via-vai di clienti. E ancora, litigi e schiamazzi. Esasperato, è sceso per strada. Ha affrontato le prostitute, chiedendo un minimo di rispetto. Ed è stato preso a bastonate e sputi. Una serata da incubo conclusa al pronto soccorso, da dove è stato dimesso con una prognosi di sette giorni. Un episodio che il trentenne empolese ha denunciato al commissariato di piazza Gramsci.

«Non ne possiamo più di questa situazione. Quello che è successo è soltanto la punta di un iceberg». Spaccio di giorno, prostituzione di notte: il parco della Rimembranza in viale Buozzi è terra di conquista per la criminalità.

Le forze dell’ordine, proprio in queste settimane, stanno compiendo il massimo sforzo per “liberare” la zona, con una serie di blitz che hanno portato a denunce e arresti. Ma, a quanto pare, non basta: «Polizia e carabinieri - racconta l’uomo aggredito - si vedono molto spesso. Certe volte stanno anche lì per oltre un’ora, coi fari puntati verso il parco. Qualche volta provano anche ad inseguirle, ma loro fuggono scavalcando la staccionata della ferrovia. E poi, comunque, quando le forze dell’ordine vanno via, lo “spettacolo” ricomincia».

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Durante il giorno, spazio al mercato di eroina, cocaina e marijuana. Pochi giorni fa - a conferma di quanto la zona sia particolarmente gettonata dai tossicodipendenti - c’è stato l’ennesimo malore dovuto a un abuso di eroina, con un quarantenne che è stato salvato da un passante, che ha subito chiamato il 118 e dall’intervento tempestivo della Misericordia di Empoli.

Poi, la sera, entrano in scena le prostitute. Quattro-cinque, tutte africane: «E dalle 23 alle 2 di notte non si vive. E non si dorme. È impossibile. Gridano, ascoltano la musica, ballano. Non se ne può più».

Uno stato d’animo che ha spinto l’uomo, intorno a mezzanotte, ad uscire di casa per cercare di far valere le sue ragioni: «Ero veramente arrabbiato, sicuramente non mi sono rivolto a queste persone con la massima gentilezza».

Ma una delle prostitute non si è comunque persa in chiacchiere: «Ha afferrato un ramo di un albero e mi ha colpito in fronte. Poi mi ha sputato in faccia ed è fuggita». L’uomo, ferito, ha cercato di inseguirla. Ma la donna e le sue amiche si sono dileguate, «approfittando anche del fatto che la zona del parco è poco illuminata. Un passante ha chiamato il 113 e la pattuglia intervenuta ha chiesto l’intervento dell’ambulanza».

Le bastonate hanno lasciato il segno: sette giorni di prognosi per le ferite alla fronte «e una serie di analisi alle quali dovrà sottopormi per scongiurare il rischio di infezioni dovute al contatto con la saliva».

La polizia ha avviato le indagini per risalire alla donna che ha preso a bastonate il trentenne empolese: «Sono convinto che per qualche giorno non si faranno vedere. Ma poi torneranno e si ripeterà la stessa storia. Non so più cosa fare. Anche perché le forze dell’ordine fanno già tanto, anche se non basta».

L’uomo si fa portavoce di preoccupazioni diffuse in tutta la zona, dove da troppo tempo i residenti sono costretti a convivere con questa situazione: «Il problema è che qui abitano anche molti anziani. Hanno paura ed è difficile anche organizzare qualcosa di collettivo, come una raccolta di firme. Spero che dopo questo episodio venga fatto un ulteriore sforzo per risolvere la situazione. Ci sentiamo prigionieri: troppo spesso basta uscire di strada per ritrovarsi di fronte persone con una siringa nel braccio, pusher in azione o prostitute che si appartano con i clienti. Eppure viviamo nel cuore della città».

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