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Rissa tra profughi a Castelfiorentino, spunta un coltello

Marco Pagli
Il centro di accoglienza di Dogana (foto d’archivio)
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Il centro di accoglienza di Dogana (foto d’archivio)

L’episodio emerge da una sentenza del Tar che sconfessa la prefettura e scagiona uno degli ospiti

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EMPOLI. Denunciato dalla prefettura per lesioni aggravate ad un connazionale e successivamente scagionato dal Tar della Toscana. È successo ad un richiedente asilo ospitato nella struttura di Dogana nel Comune di Castelfiorentino, a cui in seguito ad un violento litigio scoppiato nel centro erano state revocate le misure di accoglienza e allontanato dal centro gestito da Multicons. Uno scontro in cui era spuntato anche un coltello e che aveva portato a dei provvedimenti per tre ospiti.

L'uomo, in particolare, era stato denunciato per aver provocato con un pugno una frattura all'altezza dell'occhio sinistro ad un altro richiedente asilo in seguito ad un litigio «per futili motivi». Ma lui non si è dato per vinto e ha cercato di dimostrare la propria innocenza ricorrendo al Tar. La sentenza è arrivata pochi giorni fa e gli ha dato ragione. Il giudizio del tribunale amministrativo regionale si fonda sulla documentazione fornita dagli avvocati difensori e sulla relazione redatta dal responsabile del centro. Quest'ultima, come si legge nel dispositivo, «evidenzia la sicura fondatezza del ricorso, apparendo di tutta evidenza come il ricorrente si sia limitato a difendersi dall'aggressione» portata avanti da un altro ospite. Un aggressione «di notevole virulenza, avendo l'aggressore utilizzato in una fase anche un coltello».

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Inoltre, «la sostanziale impossibilità di attribuire al ricorrente comportamenti aggressivi incompatibili con l'inserimento nella struttura appare altresì dimostrata dal fatto che il responsabile del centro di Dogana abbia chiesto l'allontanamento di altri ospiti (tra cui l'aggressore), ma non del ricorrente, ritenuto evidentemente non responsabile dell'accaduto». La versione dei giudici sconfessa il provvedimento iniziale della prefettura che aveva motivato l'allontanamento dell'uomo con la violazione di uno dei requisiti che regolano l'accoglienza all'interno dei centri. In particolare si tratta della «violazione grave o ripetuta delle regole del centro di accoglienza da parte del richiedente asilo, qui ospitato, ovvero comportamenti gravemente violenti».

Lo scontro era avvenuto alla fine di maggio scorso nella struttura di Dogana, la villa di Meleto che era stata messa a disposizione dal marchese Ghelli di Rorà per garantire l'accoglienza dei profughi. La villa è stata una delle prime strutture attivate nell'Empolese Valdelsa e anche tra le più capienti, dal momento che ospita più di trenta richiedenti. La revoca delle misure di accoglienza nell'ambito della procedura di riconoscimento della protezione internazionale, dunque, è decaduta e l'uomo dovrà essere nuovamente integrato nel centro di Dogana o in un'altra struttura di accoglienza.

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di Redazione web