Gioco
Acqua calda a Terrafino energia per 10mila utenze
Pronto uno studio per Empoli che vede coinvolte aziende dell’Alto Adige Intanto a Castelfiorentino ci sono almeno 5 imprese in corsa per il progetto
EMPOLI. Una nuova risorsa per l'Empolese Valdelsa, come il riscaldamento geotermico, sta attirando l'interesse dei comuni, multinazionali ed esperti del settore. Dal Terrafino fino a Poggibonsi si sta studiando la possibilità di prevelare dal sottosuolo ingenti bacini di acqua calda per riscaldare abitazioni, aree industriali e immobili comunali. Ma sono molto di più che possibilità generiche. Studi approfonditi e realizzazione di progetti che ad Empoli sono cominciati ben 4 anni fa e nelle prossime settimane dovrebbero vedere la luce. E stanno già accendendo la discussione, con il coinvolgimento di aziende del Nord Italia, in particolare da Bolzano, pronte ad uscire ufficialmente allo scoperto. Per Empoli si parla di un progetto che potrebbe coinvolgere circa 10mila utenze, a partire dalla zona industriale del Terrafino.
Il calore sprigionato dall'acqua nel sottosuolo, quindi, sta richiamando l'attenzione di multinazionali ed imprenditori. Intanto a Castelfiorentino si è tenuto un altro incontro per presentare l'idea di Kyotherm, pronta ad investire 20 milioni di euro per la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento per servire 4mila utenze e immobili pubblici, come scuole, la sede comunale e la piscina. Il sindaco di Castelfiorentino al circolo 'I Praticelli' ha incontrato i cittadini, accompagnato da Bruno della Vedova, professore di georisorse ed ambiente dell'Università degli studi di Trieste, Simone Fiaschi, geologo della Idrogeo di Certaldo e Carlo Piemonte, ingegnere dell'Università degli studi di Brescia.
Il primo cittadino ha introdotto la serata di fronte a un centinaio di persone pronte ad ascoltare sia lui che i tecnici per poi avanzare domande, richieste e dubbi su questo progetto. Falorni non nasconde il suo sì al progetto, menzionando il risparmio economico annuo per i cittadini, per le casse comunali, in una ottica ecosostenibile, a condizione che esso presenti tutti quei requisiti richiesti e soddisfi le esigenze della cittadinanza.
Un sì che il primo cittadino sta sostenendo sin dalla presentazione di questo interessamento della Kyotherm e che ora passerà dalla conferenza dei capigruppo e in consiglio comunale, in attesa di capire quale sarà la formula per dare il via al bando di gara. E' proprio questo aspetto che sta rendendo vincolati alla segretezza alcuni aspetti del progetto del teleriscaldamento. Solo i consiglieri comunali delle varie forze politiche possono visionare lo studio , senza poi poterlo diffondere. Il progetto sarà completamente reso noto in ogni suo aspetto una volta decisa la formula di gara che potrebbe essere il project financing dove i soggetti interessati presenteranno il loro piano. Sul bando di gara un ruolo importante lo svolgerà anche la Regione Toscana che sta dialogando con il Comune. Secondo gli addetti ai lavori il teleriscaldamento in Valdelsa avrebbe attirato, oltre a Kyotherm, l'interesse di altre quatto realtà. Una partita a scacchi, quanto mai aperta, che ribadisce ancora una volta il potenziale interesse per il calore contenuto nell'acqua del sottosuolo dell'Empolese Valdelsa.
Gli esperti chiamati in causa hanno illustrato le peculiarità del progetto e i vantaggi derivanti dal ricorso alla geotermia con l'esempio di Grado e di Ferrara per poi scendere nel concreto con numeri e mappe di riferimento per il progetto di Castelfiorentino. L'idea è quella di dar vita a un pozzo che possa avere una distanza di un chilometro fra le sue due diramazioni che serviranno da un lato per prelevare il calore dell'acqua dal sottosuolo e poi rispedirla nei bassifondi della terra, agganciato alla centrale che dovrebbe sorgere nell'area dei Praticelli.
Il principio di trasparenza è stato invocato da Damiano Ghiozzi dei Verdi dell'Empolese Valdelsa: «Vorrei, credo come tutti i cittadini, poter leggere da casa dietro a un computer, i documenti legati a questo progetto. Se dobbiamo discutere, servono gli atti, per dare un giudizio tecnico ma anche politico». Il sindaco Falorni ha spiegato che «le leggi tutelano la riservatezza del progetto ma c'è la volontà di mettere a disposizione dei cittadini le informazioni utili per conoscere il teleriscaldamento legato a Castelfiorentino».
La cittadinanza non si è risparmiata nelle domande, come Sergio Bruni che ha avanzato dei dubbi sulla distribuzione capillare della rete, temendo disagi per gli allacciamenti che si verranno a creare: «Sarà messa mano all'asfalto e le nostre strade sono già disastrate».
E' stato poi il turno di Stefano Pelagotti che ha chiesto dettagli sulla temperatura dell'acqua che viene portata in superficie, mentre un duro attacco è stato sferrato da Lucia Bardini del Movimento 5 Stelle di San Casciano che ha messo in evidenza i potenziali rischi derivati dalla scelta del project financing: «Il Comune dovrà garantire il piano economico finanziario di una realtà che vuole solo fare profitto, realizzando un impianto che non sarà comunque ad emissioni zero». Pronta ancora una volta la risposta di Falorni che ha invece ribadito come «la formula del project financing sia una buona pratica e sicura».
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