Toscana
E la sala d’attesa è tornata ad essere un dormitorio
L’estate è andata in archivio e la sala d’attesa della stazione di Empoli è tornata ad essere un rifugio per disperati. Che ignorano il divieto e trascorrono la notte all’interno dei locali. Il...
L’estate è andata in archivio e la sala d’attesa della stazione di Empoli è tornata ad essere un rifugio per disperati. Che ignorano il divieto e trascorrono la notte all’interno dei locali.
Il problema era già esploso in tutta la sua drammaticità lo scorso mese di marzo, quando pubblicammo la foto (scattata da Samuela Marconcini, consigliere comunale di Fabrica Comune a Empoli) di almeno sette senzatetto che dormivano nella sala d’attesa, nel cuore della notte.
Quei disperati prima dormivano su un treno: avevano trasformato in dormitorio un convoglio che veniva abitualmente “parcheggiato” - per motivi organizzativi - sui binari, tutte le notti.
In questo quadro - anche per motivi di sicurezza - si era deciso di non far sostare più il treno alla stazione di Empoli.
Rfi (Rete ferroviaria italiana) - in seguito al nostro servizio-denuncia - con l’obiettivo di garantire il decoro e la sicurezza in un ambiente pubblico aveva annunciato la chiusura notturna della sala d’attesa, dalle ore 1.30 alle ore 4.45 (con tanto di cartelli tuttora affissi), anche in conseguenza del fatto che gli agenti della polfer (che effettuano servizi straordinari un paio di volte alla settimana), garantiscono la sorveglianza fino alle ore 19.
«Per alcuni mesi - raccontano i testimoni - la situazione è effettivamente migliorata. Ma poi è tornato tutto come prima. Ogni notte varie persone dormono in sala d’attesa».
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