Gioco
Fucecchio in festa per l’oratorio
Taglio del nastro con tantissime persone alla parrocchia delle Vedute
FUCECCHIO. C'erano tantissime persone ieri sera all'inaugurazione dell'oratorio nuovo di zecca della parrocchia di Santa Maria delle Vedute, costato la ragguardevole cifra di 1.500.000 euro. Una cerimonia molto sentita, bagnata sul finale da una pioggerellina che non ha scoraggiato le centinaia di persone accorse prima alla messa nella chiesa delle Vedute e poi trasferitesi all'oratorio per il classico taglio del nastro. A tagliare il nastro il sindaco Alessio Spinelli, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il parroco don Giorgio Rudzki, il vescovo di San Miniato monsignor Andrea Migliavacca e quello di Massa Marittima Carlo Ciattini, arrivato per dimostrare la sua vicinanza ad una comunità a cui è molto legato. Ma prima del taglio del nastro tantissimi fedeli si sono riversati in chiesa, per partecipare alla messa celebrata dai due vescovi presenti; qui si sono succeduti tanti interventi, tra cui quello dei rappresentanti della Calamita Onlus, che è quell'associazione che gestirà il neonato oratorio. Poi - alle 19 circa - i fedeli sono usciti dalla chiesa e sono arrivati all'oratorio distante pochi passi, per attendere il taglio del nastro e poter entrare per la prima volta nell'oratorio all'avanguardia. Una struttura estesa 690 metri quadri, costruita grazie anche alle donazioni di tanti fucecchiesi, in quel terreno a poche decine di metri da piazza Montanelli. Ai tanti parrocchiani che hanno contribuito alla costruzione dell'oratorio è dedicata una bacheca all'ingresso . Poi ottocentomila euro li ha messi la Cei (confederazione episcopale italiana), coi fondi provenienti dall'otto per mille; altri centomila sono arrivati appunto dalle 512 donazioni di parrocchiani mentre gli altri sono arrivati da donazioni di fondazioni private (la fondazione Vodafone ha messo 134.000 euro, la Marianelli Mario altri 50.000). E ora - sebbene ci siano da completare gli ultimi ritocchi - l'oratorio potrà finalmente prendere vita e diventare quel punto di aggregazione e non solo, come desiderato da chi tanto si è speso per farlo nascere da zero.
Marco Sabia
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