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Il progetto c’è ma non si può vedere

Il progetto c’è ma non si può vedere

Quello per il teleriscaldamento è già protocollato: consultabile solo dopo l’accordo con la Regione

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CASTELFIORENTINO. Ci sarà ancora da attendere per toccare con mano e vedere da vicino il progetto del teleriscaldamento di Castelfiorentino che punta a prelevare l'acqua dal sottosuolo per riscaldare gli impianti sportivi comunali e le abitazioni della comunità. Il progetto di massima, realizzato dal gruppo francese Kyotherm, è custodito in municipio, lontano al momento dagli occhi dei cittadini e della politica, fin quando il Comune non avrà deciso la strada da percorrere per avvicinarsi a una decisione finale su questo investimento da quasi 20 milioni di euro a carico di un privato. La Regione Toscana giocherà un ruolo importante, quasi decisivo, in quanto valuterà assieme al Comune, la strada più opportuna da intraprendere: un project financing oppure una concessione.

E' questo il percorso intrapreso dal sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, che vuole puntare sul coinvolgimento della cittadinanza, le istituzioni, il consiglio comunale e la Regione Toscana prima di prendere una qualunque decisione. Lui però non si nasconde, lo aveva scritto anche nel suo programma elettorale, la volontà di sfruttare le risorse del sottosuolo per produrre e ricavare energia: «Se l'investimento sarà positivo, compatibile con l'ambiente e senza ombre, vedrà l'appoggio del primo cittadino» spiega il sindaco Falorni.

Il progetto non viene ancora reso noto in modo da non far perdere l’esclusiva alla Kyotherm che ha realizzato studi aggiornati per sfruttare in Valdelsa una fonte rinnovabile celata nel sottosuolo a 1700 metri di profondità. E che ha già messo sulla carta un progetto in cui la zona dei Praticelli sarà candidata ad ospitare la centrale del teleriscaldamento che potrà servire oltre 4mila utenze, compresi gli impianti sportivi comunali e alcune aree del centro, escludendo la parte alta.

Lo studio sul progetto va avanti da ben tre anni. Decine i faldoni pubblici di dati che fin dagli anni Settanta fanno riferimento alle risorse del sottosuolo nella zona in questione. L'Eni e l'Agip cercavano il metano negli anni 70-90, poi uno studio dell'Università di Firenze e infine gli ultimi sondaggi del 1995 a Montrappoli. Dati che sono stati la base per ulteriori analisi, commissionati dalla Kyotherm. Gli stessi membri della giunta Falorni hanno visitato all'estero impianti di teleriscaldamento per vedere da vicino e toccare con mano l'ipotetico scenario per Castelfiorentino. Il Comune avrà poi più responsabilità in caso prevalga la strada del project financing in quanto dovrà valutare con grande attenzione ogni aspetto del progetto.

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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