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La Buona scuola arranca mancano 200 insegnanti
I risultati di questa carenza sono orari ancora ridotti e ricorso a precari Protestano i sindacati e i dirigenti certificano la situazione di difficoltà
EMPOLI. La prima campanella di questo anno scolastico è suonata oltre dieci giorni fa. Ma ancora nelle scuole non si è entrati a regime. All'appello, infatti, nell'Empolese Valdelsa mancano quasi 200 insegnanti. Un mix esplosivo causato dalla richiesta di assegnazioni provvisorie da parte degli insegnanti provenienti da fuori regione e anche dai meccanismi del cosiddetto concorsone, che hanno tenuto fuori molti dei partecipanti. Il risultato sono orari ridotti per molte classi e il ricorso a supplenti precari. I disagi per i dirigenti scolastici, insomma, non mancano nemmeno in questo inizio di nuovo anno. E nel frattempo i sindacati, ieri, hanno tenuto una manifestazione provinciale per denunciare i problemi che stanno continuando a colpire la scuola. «Tutto ciò che finora avevamo detto si sta purtroppo concretizzando - attacca Paolo Pretini, referente Cgil scuola per il territorio - mancano centinaia di insegnanti a causa di un sistema che non funziona, mentre i precari non sono scomparsi e anzi sono stati degradati da supplenti annuali a docenti a chiamata. In questi giorni, infatti, l'ufficio scolastico regionale ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici in cui li autorizza a chiamare supplenti con un incarico che durerà fino a quando l'avente diritto non entrerà in ruolo. Ma le procedure non sono così rapide e quindi, nel frattempo, si continua a tagliare ore di lezione e ad utilizzare il personale del potenziamento per coprire qualche lezione, anche se spesso con classi di concorso diverse. Questo certifica il fallimento della riforma». Le cattedre scoperte si aggirano intorno ad una media di 20-30 per gli istituti superiori, mentre per i gradi inferiori i numeri sarebbero minori.
Le cause principali, come dicevamo, sono due. Da una parte le assegnazioni provvisorie: in sostanza, i docenti immessi in ruolo dal Sud o dal Nord nelle scuole dell'Empolese Valdelsa hanno chiesto in massa di essere lasciati per un anno vicino a casa con diverse motivazioni e in molti casi l'assegnazione provvisoria è stata accordata. Inoltre, la selezione del concorsone ha lasciato vacanti migliaia di posti: in molte classi di concorso è stato ammesso solo un docente su dieci. «È pensabile che tutti i docenti bocciati - si legge nella nota di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - che insegnano da anni con lauree, all'improvviso risultino tutti non all'altezza?». I dirigenti scolastici certificano questa situazione di estrema difficoltà ad organizzare la didattica in questo primo scorcio di anno. «Per ora cerchiamo di arrangiarci con l'orario ridotto - spiega Daniela Mancini, preside del Ferraris-Brunelleschi di Empoli e reggente del Checchi di Fucecchio - mentre stiamo cercando di reperire supplenti. Nell'istituto empolese mi mancano una trentina di insegnanti e le stesse cattedre sono vacanti all'istituto fucecchiese». Situazione analoga al Pontormo. «Io devo coprire 20-25 posti - afferma il dirigente Tommaso Bertelli - è una situazione davvero complicata, tanto che l'ufficio scolastico è stato costretto a fare una circolare ad hoc». Al Virgilio i numeri non sono definitivi, ma il problema c'è. «La situazione cambia di giorno in giorno e non ho numeri precisi - dice il preside Alessandro Marinelli - ma gli insegnanti ancora mancano». Anche all'Enriques i dati non sono certi, ma i professori mancano. «Le assegnazioni provvisorie hanno provocato vuoti di cattedre - spiega Patrizia Paperetti, preside dell'istituto di Castelfiorentino e dirigente del secondo circolo di Empoli - e anche nell'infanzia e primarie del secondo circolo mancano insegnanti, anche se in numero minore».
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