Gioco
Un patto per salvare Vallebuia dalle alluvioni
Comune e Consorzio di bonifica Basso Valdarno definiscono l’iter per controllare gli alvei e, in caso di piena, far confluire l’acqua in aree ad hoc
FUCECCHIO. Inizia a muoversi qualcosa per quanto riguarda gli interventi che dovrebbero salvare dal rischio allagamenti e alluvioni le zone a ridosso del Rio Vallebuia alle Botteghe e del Rio di Fucecchio, anche se per ora non è chiaro se e quando verranno realizzati, perchè c'è da vedere se ci saranno a disposizione le somme che servono per preservare queste due aree dai frequenti allagamenti.
Già a inizio 2015 il sindaco Alessio Spinelli aveva annunciato importanti novità, sottolineando che la Regione aveva finanziato la fase progettuale dell'intervento. Per ora c'è di nuovo che i due attori protagonisti (Comune e Consorzio di bonifica Basso Valdarno) hanno firmato un protocollo: con tale protocollo, sulla base delle indicazioni del tavolo tecnico istituito e del confronto con la Regione, il Comune di Fucecchio si impegna a svolgere l'attività connessa alla conclusione della progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi, alle procedure urbanistiche di propria competenza e all'approvazione dei vari stadi della progettazione.
Il Consorzio, oltre a supportare, tramite l'esecuzione di indagini specialistiche, la progettazione definitiva ed esecutiva curata dal Comune, si impegna a svolgere tutte le altre funzioni e attività tecniche e amministrative proprie dell'ente attuatore. In poche parole il Comune dovrà redigere il progetto esecutivo, procedendo anche ad espropriare l'area oggetto dell'intervento.
Ma cosa verrà fatto nel concreto? In poche parole verranno realizzate due casse di laminazione per tenere sotto controllo gli alvei di questi due rii. La casa di laminazione è un'opera idraulica grazie alla quale solitamente per mezzo di una soglia di sfioro e modeste arginature si consente all'acqua di rimanere intrappolata all'interno di pianure alluvionali comunque soggette ad esondazione. Completano la cassa alcuni organi di scarico. L'obbiettivo è quello di far defluire parte delle portate di piena in aree allagabili dove non si generano danni sottraendo quindi volumi di deflusso al corso d'acqua per poi restituirli nella fase calante della piena o comunque al passaggio dell'emergenza. Va detto che la realizzazione di una cassa solitamente diminuisce la frequenza degli allagamenti di una pianura alluvionale, perché l'intento è quello di catturare soltanto i livelli più alti di un evento di piena, quelli cioè responsabili di esondazioni e conseguentemente danni a persone o cose. Che è poi quello che chiedono i residenti che vivono nei pressi del Rio Vallebuia e del Rio di Fucecchio: i primi, soprattutto, negli ultimi dieci anni sono stati bersagliati da allagamenti vari e hanno riportato ingenti danni. Di questo progetto se ne parla addirittura dal 2010, quando il sindaco era ancora Claudio Toni. Già allora si parlava di cassa di laminazione ma poi tutto è rimasto in una sorta di limbo, almeno fino ad oggi, anche se è presto per cantare vittoria, perchè se è vero che la Regione ha finanziato la fase progettuale poi andranno trovati i soldi per realizzare l'opera in sé.
Marco Sabia
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