Il Tirreno

Empoli

Luci allo svincolo dopo quattro anni di proteste e ritardi

di Francesco Turchi
Luci allo svincolo dopo quattro anni di proteste e ritardi

Black-out causato dal furto di 9.000 metri cavi poi burocrazia e rimpalli hanno fatto il resto

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EMPOLI. Ci sono voluti millecinquecento giorni (fatti di proteste, rimpalli di responsabilità e ritardi), per portare a termine un intervento da 100.000 euro. Prima il furto (9.000 metri di cavi di rame), poi l’iter senza fine. Un mix di criminalità e burocrazia che ha bloccato per 4 anni i lampioni allo svincolo Empoli Centro della Fi-Pi-Li, dalla rotatoria fino al centro commerciale di Santa Maria. E che ora, finalmente, è di nuovo illuminato (mancano alcuni punti-luce sulle rampe in entrata e uscita, che saranno riaccesi a giorni).

Ma c’è poco da esultare e lo sa bene la sindaca Brenda Barnini (che è anche vicesindaca della Metrocittà: «Un risultato di squadra, che ha visto il nostro Comune fare da trait d'union fra Città Metropolitana, Enel e Anas. L'importante è che ora tutti gli automobilisti possano transitare su una strada regolarmente illuminata. Questi 4 anni di attesa sono stati troppi, un'attesa ingiustificata che cercheremo di evitare in futuro e che non trova riscontri in altre problematiche cittadine empolesi».

Perché la vicenda è veramente incredibile. Tutto inizia nel settembre 2012. La Provincia di Firenze (che ha la competenza su quel tratto di strada), preso atto del furto, avvia le pratiche per la richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa, che la riceve a gennaio 2013. A giugno 2014 la compagnia liquida il danno, sborsando appena 25mila euro. Che, ovviamente, non bastano. A settembre 2015 la Città Metropolitana - nel frattempo subentrata alla Provincia - trova (finalmente) i soldi. I consiglieri delegati, accompagnati dai tecnici degli uffici competenti incontrano i responsabili di Enel per concordare gli aspetti operativi per il ripristino dell’impianto di illuminazione. Viene decisa la collocazione dell’impianto, con l'erogazione dell'energia elettrica più vicina allo svincolo per risparmiare nella spesa per i cavi elettrici in quanto necessari di un diametro minore.

Si va avanti, ma per poco. La palla passa a Enel, che presenta una richiesta all’ufficio concessioni di Anas per il collegamento con un cavo elettrico sulla strada statale 67 Tosco Romagnola, che consente l’alimentazione della torre-faro dello svincolo.

«Il documento - spiegavano dalla Città Metropolitana di Firenze nell’articolo che abbiamo pubblicato l’8 luglio 2016 - è stato consegnato da Enel all’Anas nel dicembre scorso. E da allora non è mai arrivata una risposta». Ma il giorno dopo, Anas puntualizza: «Proprio ieri abbiamo dato il via libera ieri ad Enel per la posa di un elettrodotto lungo la Ss 67 Tosco Romagnola. La richiesta è pervenuta il 1° marzo 2016; il 23 marzo abbiamo avviato il procedimento amministrativo e notificato ad Enel la richiesta di integrazione della documentazione e il pagamento degli oneri previsti. Il 24 maggio Anas ha comunque provveduto ad eseguire il sopralluogo nonostante non fosse ancora pervenuta da parte di Enel la documentazione integrativa e non fosse stato ancora eseguito il pagamento degli oneri; il successivo 2 giugno Anas ha nuovamente richiesto l’invio di quanto necessario al rilascio della concessione, poi finalmente pervenuto in data 7 giugno. Anas ha quindi potuto redigere i disciplinari di concessione che sono stati inviati ad Enel per la firma il 17 giugno. La restituzione dei disciplinari firmati da Enel - indispensabili per poter rilasciare la concessione - è avvenuta soltanto ieri ed oggi Anas ha potuto pertanto formalizzare la concessione».

Stavolta è fatta davvero. Passano due mesi e mezzo e torna... la luce: «Finalmente viene ripristinata l'illuminazione, un'opera che abbiamo considerato prioritaria - spiegano i consiglieri della Metrocittà delegati alla viabilità Massimiliano Pescini e alle infrastrutture Andrea Ceccarelli -. Lo scorso anno la Città Metropolitana di Firenze reperì circa 100 mila euro, la cifra necessaria al ripristino dell'illuminazione, svolgendo anche le pratiche di rito necessarie all'intervento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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