Il Tirreno

Empoli

Centri profughi, via libera ai controlli dei sindaci

di Marco Sabia
Centri profughi, via libera ai controlli dei sindaci

Ma le strutture sono tutte al completo e si va verso il sovraffollamento Intanto al Ferraris tre giovani migranti sono stati inseriti in una prima

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EMPOLI. Da ottobre partiranno i controlli dei Comuni - voluti dai sindaci - nelle oltre 40 strutture disseminate sul territorio ed utilizzate per accogliere i migranti, che ora sono circa 650 in tutto l'Empolese Valdelsa. A giorni, infatti, verrà firmato l'apposito protocollo fra Comuni e prefettura di Firenze, che permetterà di fare le verifiche nei centri che ospitano i profughi nel giro di qualche settimana. Solo ad Empoli, ad esempio, si parla di quasi 200 persone, col risultato che per trovare nuovi posti si fanno i salti mortali. Ma andiamo con ordine, cercando di spiegare quanto emerso durante la presentazione del progetto dell'inclusione scolastica di tre richiedenti asilo 19enni al Ferraris Brunelleschi, che vivono in strutture di Co&So.

I controlli. E' stata la stessa sindaca di Empoli Brenda Barnini a spiegare il percorso che porterà ai controlli nei centri:«Abbiamo concluso il percorso condiviso con la prefettura, nelle prossime settimane verrà messa la firma e da lì in poi i controlli potranno partire». Questo perchè i sindaci, che spesso hanno fatto notare di essere "saturi" e "al collasso", si sono nel frattempo stancati di venire scavalcati da prefettura e gestori dei profughi, chiedendo di vederci chiaro, invece di rimanere spettatori, con la "beffa" di dover spiegare ai propri cittadini le scelte portate avanti da altri enti. Da qui la ferrea volontà di sapere dove e come avvengono gli arrivi, ma anche come vengono gestiti i migranti e quali problematiche si creano nelle varie strutture.

Il modello? La Farfalla. E allora come si fa per gestire l'emergenza profughi? Un toscano direbbe che "ci si stringe", nel senso che si cerca di trovare ulteriori spazi nelle grandi strutture che ad ora ospitano i profughi. Una struttura, in particolare, sembra destinata a fare da apripista in questo senso: si tratta dell'ex fabbrica alla Farfalla nella campagna di Casenuove, che per ora accoglie 28 richiedenti asilo, in gran parte nigeriani, dove nel recente passato c'è stata anche una rissa fra nigeriani con cinque denunciati. «Qui - come spiegano Claudio Freschi e Diego Landi di Co&So - sapevamo già dall'inizio che ci saremmo dovuti stringere e così abbiamo fatto, ricavando altri locali. D'altronde riceviamo richieste pressanti dalla prefettura e quando ci arrivano dobbiamo valutare tutte le nostre disponibilità, insieme alle amministrazioni comunali, per poi rispondere alla prefettura». E quindi La Farfalla potrebbe ospitare nuovi migranti in una ex fabbrica scollegata da tutto. Che non favorisce certo l’integrazione. Da qui la necessità di un collegamento maggiore tra prefettura e sindaci, come da loro stessi richiesto. Intanto gli arrivi continuano, l'ultimo dei quali, ad esempio, è della scorsa settimana (sette persone). Mistero tendopoli. Nei mesi scorsi il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida firmò di proprio pugno una manifestazione d'interesse per reperire alloggi in tensostrutture (le tende), oppure in moduli abitativi, scatenando una piccola rivolta da parte delle associazioni locali, contrarie a questo modus operandi. Co&so, che gestisce sul territorio dell'Empolese Valdelsa 121 persone in sette strutture, non crede a quest'ipotesi, tanto che Landi ha definito quest'ipotesi come una "boutade", una sorta di battuta di spirito. Un’affermazione tra l’altro inspiegabile dato che è stata pubblicata sul sito istituzionale della prefettura a luglio. E in ogni caso il fatto che l’ente abbia - tramite documenti ufficiali - cercato di far partire questo iter sta a significare che l'ipotesi tendopoli sui tavoli fiorentini c'è, anche perchè l'emergenza sbarchi rimane, sebbene il fatto che continui a prolungarsi la fa quasi diventare una situazione normale.

L'esperimento scolastico. Dal mare sono arrivati anche due ragazzi che vivono in un appartamento in via Sanzio e che - e qui sta la novità - si sono iscritti all'indirizzo di Meccanica del Ferraris Brunelleschi di Empoli. Kone Kalilou e Joseph Mdida Bertin, un ivoriano e un camerunense, sono i protagonisti - insieme all'afghano Khan Ningyal - di questo tentativo di inclusione tramite la scuola. I tre, infatti, che hanno 19 anni, si sono iscritti al Ferraris Brunelleschi e ora frequentano la prima superiore: sebbene la barriera linguistica sia ancora alta i tre iniziano a destreggiarsi con la nuova lingua e sognano di costruirsi una base scolastica per poi guardare con più fiducia al futuro, che sia in Italia o altrove. Anche perchè, nell'attesa che giunga risposta alla loro richiesta di asilo politico, è importante che sfruttino questa opportunità, invece di rimanere nell'inattività.

Un progetto voluto dal loro professore d'italiano Silvano Guerrini e appoggiato dalla dirigente Daniela Mancini:«Dobbiamo dar loro - spiega la preside - quelle opportunità che non hanno avuto nel loro paese, perchè è importante che ottengano delle competenze da usare nel futuro». Si tratta di giovani dalle storie segnate dalla sofferenza: Bertin, ad esempio, è transitato da Nigeria, Niger, Algeria e Libia dove - ha spiegato - ha trovato "l'inferno". Khan Ningyal, invece, ha fatto l'altra tratta, quella di terra: Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Germania ed infine Italia. Vicende che ricalcano quelle di migliaia di altri migranti che arrivano in Italia dopo mille peripezie e dopo aver rischiato la vita a più riprese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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