Il Tirreno

Empoli

Minaccia barista: «Zitto o finisci a testa in giù»

Minaccia barista: «Zitto o finisci a testa in giù»

Litigio a Empoli per una spuma non pagata e intanto a Vinci in tre pernottano... gratis in un albergo

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Mesi di prepotenze all’interno del locale tra sconti decisi in maniera unilaterale e clienti importunati. Poi sono arrivate addirittura le minacce e allora il titolare del bar ha deciso di raccontare tutto alla polizia. Che ha visionato i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza e ha denunciato un romeno, lavavetri, che staziona abitualmente ai semafori in centro.

L’uomo, secondo quanto raccontato dal titolare del bar-tabacchi di via Rosselli a Empoli, si è reso protagonista di una serie di episodi decisamente spiacevoli. Poi, nelle ultime ore, il suo comportamento è andato ben oltre il limite.

Tutto è iniziato mercoledì, quando è entrato al bar, ha ordinato una spuma e se n’è andato senza pagare. Giovedì 22 settembre si è ripresentato e il barista gli ha fatto notare quanto accaduto il giorno prima. Lui non l’ha presa benissimo: «Si va bene, ho preso una spuma e un Chupa Chups per mio figlio, poi te li pago».

L’esercente gli ha spiegato che non può decidere autonomamente l’eventuale credito e lui si è arrabbiato: «È mattina, non ho voglia di sentirti. Stai zitto». Fino alla frase incriminata: «Se continui finisci a testa in giù». Il barista, ormai esasperato dalla presenza costante di un “cliente” del genere (che peraltro infastidisce costantemente gli altri frequentatori del locali) a quel punto ha chiesto l’intervento della polizia del commissariato di piazza Gramsci, che ha raccolto la testimonianza, visionato i filmati delle telecamere e denunciato il romeno.

A proposito di conti non pagati, un episodio curioso si è verificato a Vinci. Dove tre persone, originarie di Reggio Calabria, hanno trascorso la notte all’interno di un albergo. Si tratta di una donna di 57 anni, di un’altra di 35 e di un uomo di 34 anni (una coppia con la mamma di uno dei due).

I tre si sono presentati come normalissimi turisti interessati a visitare la terra del Genio e hanno fornito i loro documenti alla reception della struttura ricettiva. Ma la mattina seguente se ne sono andati senza pagare il conto (130 euro, più altri 6 euro di tassa di soggiorno).

Anche in questo caso ai proprietari dell’albergo non è rimasto altro che chiedere l’intervento della polizia. Che ha acquisito gli estremi dei documenti consegnati dai tre calabresi e li ha denunciati per insolvenza fraudolenta. Resta da capire se i documenti sono veri e con essi le generalità fornite alla reception. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini