Il dolore
«David ci ha insegnato a essere dei lottatori»
Questo il messaggio degli amici e del parroco don Pierfrancesco Amati al funerale del trentenne anima del rione Il Vicario scomparso il giorno del palio
CERTALDO. Un dolore troppo grande, una piazza Boccaccio silenziosa che si è riunita in un semicerchio di una folla per dare l'ultimo saluto a David Noci, 32enne certaldese, scomparso a causa di una malattia che domenica 18 settembre lo ha sopraffatto. Un lutto senza fine, inspiegabile, doloroso per una comunità che si è stretta attorno alla famiglia e agli affetti più cari di David nella chiesa di San Tommaso. La madre, la sorella, il fratello e la compagna.
Aria mesta in piazza Boccaccio a Certaldo ieri, quando il rintocco delle campane ha scandito l'arrivo di David per l'ultimo saluto di fronte a tutti i suoi amici, a centinaia, che hanno voluto essere presenti nel giorno più buio di una esistenza spezzata prematuramente. C'erano tutti i suoi amici, con una rosa bianca in mano, i compagni del G.S. Boccaccio, del calcetto, del rione Il Vicario, i suoi allenatori, un cuore pulsante arrivato in Valdelsa per salutare "il gigante dall'animo buono". Sul feretro una sua foto in riva al mare sorridente. Il sorriso, il tratto distintivo di Noci. La vita di David si è complicata alcuni anni fa quando una malattia lo ha travolto, mettendolo di fronte a una sfida, più grande di lui. «David ci ha insegnato a essere dei lottatori, a non mollare mai, di fronte ai nostri obiettivi», così recita un passo di un messaggio degli affetti più cari pronunciato da don Pierfrancesco Amati durante la messa. Una partita che il 32enne ha affrontato lontano dai campi di calcio, una delle passioni più belle per David, assieme al Milan, con coraggio, riuscendo in un primo momento a debellarla. Il ritorno a casa, senza dover dipendere dalle macchine e convivere con un letto di ospedale, a fianco della sua ragazza e dei parenti.
Lui è andato avanti con il sorriso anche nei momenti più difficili e si è reso protagonista di due imprese che sono già impresse nella storia. Nel 2015 si è dedicato al suo rione, Il Vicario, vincendo la prima edizione del Calambur, partecipando attivamente ai giochi. Dopo un altro anno ma David vuole fare bottino pieno e riesce persino a vincere il torneo di calcio a 7 dei Rioni, sfiorando inoltra la vittoria del Carioca, perdendo in finale a testa altissima. Quella sarebbe stata per lui l'ultima partita di fronte al suo pubblico e i suoi amici. Poi il destino ha cominciato a tessere il suo filo, dove David ha vissuto un equilibrio inimmaginabile in mezzo a un male che se lo stava portando via, mentre lui da un letto di ospedale continuava a sorridere a tutti. "Il tuo sorriso disarmante, le tue energie sono con noi, tu adesso riderai vedendoci qui, mentre noi continueremo a pensarti" prosegue così le riflessioni degli amici.
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