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Bancarotta, condannato ex dirigente dell’Empoli

Pietro Barghigiani
Bancarotta, condannato ex dirigente dell’Empoli

Sentenza definitiva per un imprenditore di Vinci del settore auto. Fatale a Daniele Carli il trasferimento mascherato di 135 vetture in Senegal

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VINCI. Commercializzava in auto con fatturati da milioni di euro e prometteva sogni di gloria calcistici per la società di cui era diventato presidente. Ambizioni in grande, aspettative annegate nel rosso dei bilanci. La cronaca per Daniele Carli, 48 anni, di Vinci, è stata avara di soddisfazioni e inflessibile nelle punizioni. L'ultima arriva dalla Cassazione con la conferma a 5 anni per bancarotta patrimoniale e documentale. Una sentenza definitiva arrivata con il no al ricorso presentato dall'imprenditore al verdetto della Corte d'Appello con il quale veniva ribadita la pena inflitta dal Tribunale di Pisa. È, infatti, in provincia che aveva sede la società fallita, la "Da.Car. Srl" di cui era amministratore di fatto Carli, secondo i giudici dei tre gradi di giudizio.

Per l'accusa non solo l'imprenditore - secondo il quale il suo contributo si limitava alla vendita di auto - gestiva entrate e uscite della Srl, ma stando alla deposizione del curatore fallimentare "le appostazioni in contabilità risultavano effettuate sino al 2004 - società fondata nell'aprile 2003 - e non risultavano tenute le scritture ausiliarie e mai redatti i bilanci, sicché era inadeguata allo scopo di ricostruzione delle vicende economiche della società". Non figurava formalmente, ma era il "dominus" della Da.Car. Srl. La bancarotta patrimoniale - con una distrazione ai danni dei creditori di 135 auto - per la Suprema Corte si era verificata con un'operazione di "magia" contabile vendendo a sé stesso il parco auto, attraverso lo schermo di una società con sede in Senegal, facendo così sparire i beni della società in fallimento. Le idee non avevano mai fatto difetto a Carli. Un passato fugace nella dirigenza dell'Empoli Calcio e poi nel novembre 1999 l'ambizione di mettersi in proprio con l'acquisto del Fc Montecatini. Proclami roboanti da presidente che vuole conquistare la piazza. La promessa della C2 nel giro di 4 anni, partendo dall'Eccellenza. Furono sufficienti tre anni per azzoppare la società sotto una valanga di debiti e la Montecatini calcistica fu costretta a ripartire dalla Terza categoria. Con il Comune termale obbligato a battere cassa con il curatore fallimentare dell'Autofficina Montalbano di Carli Piero & C. Sas, di cui Carli era socio di fatto, per farsi saldare i 40mila euro dell'affitto non pagato per l'uso dello stadio. Fine dei sogni di gloria e dalle tribune dei campi di calcio Carli è passato alle sfilate nei tribunali.

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