Sicurezza
Le 100 assunzioni rinviate da tre anni
CASTELFIORENTINO. Doveva essere pronto nel 2013. Poi l’anno successivo, quindi quello dopo ancora. E neanche il 2016 sarà quello buono. Allora nessuno degli attori si sbilancia più. Meglio aspettare,...
CASTELFIORENTINO. Doveva essere pronto nel 2013. Poi l’anno successivo, quindi quello dopo ancora. E neanche il 2016 sarà quello buono. Allora nessuno degli attori si sbilancia più. Meglio aspettare, dopo tanti annunci caduti nel vuoto. La vicenda è quella del panificio realizzato da Unicoop nell’area dell’ex Plp a San Matteo, nel comune di Castelfiorentino. Un piano ambizioso anche nei numeri: 20mila metri quadrati di fabbricato, 26 milioni di euro di spesa (anche se l’operazione nel suo complesso richiede un investimento da 50 milioni, con la Regione che ha concesso un contributo da tre milioni nell’ambito dei Pif, piani integrati di filiera) per la realizzazione di molino, centro di stoccaggio e stabilimento di panificazione. Una culla dei prodotti da forno in Toscana. Uno spot alla filiera cerealicola corta, sotto lo slogan “dal chicco al pane, dal campo di grano al supermercato”, con l’obiettivo di stabilizzare il prezzo del pane, offrire qualità e garantire una ricaduta positiva sull’agricoltura. Ma poi il meccanismo si è inceppato, i tempi si sono allungati e il progetto, cinque anni dopo l’annuncio in pompa magna da parte del Comune, è ancora zoppo.
Nell’estate del 2015 ha iniziato l’attività il mulino della famiglia Tognetti (che aveva ceduto il Panificio Moderno di Montaione a Unicoop). Ma lo stabilimento per la realizzazione di pizze e pane per Unicoop è ancora uno “scatolone” chiuso e le assunzioni (che avrebbero dato una boccata d’ossigeno alla Valdelsa) restano un miraggio. «Ma la nostra volontà - assicurano da Unicoop - è di far ripartire quanto prima il progetto, magari già nel giro di pochi mesi. Anche perché l’investimento è già stato fatto».
Bocche cucite, però, sui motivi di questi continui slittamenti, che difficilmente possono essere ricondotti esclusivamente a generiche scelte di mercato (inizialmente dovevano essere prodotti pane e affini da destinare poi ai punti vendita Coop, ma nel frattempo le analisi di mercato avevano fatto propendere per la produzione pizze surgelate per il mercato estero). A complicare il quadro (oltre ai cambiamenti nella composizione societaria), nella primavera scorsa è stata anche aperta un’inchiesta dalla Procura di Firenze, per una frana avvenuta in un’area che in passato era servita per lo stoccaggio di rifiuti di lavorazione dell’ex fornace Plp. Cinque gli indagati: un geologo, gli ex proprietari dell’azienda chiusa da anni e alcuni degli attuali proprietari dell’area dove ora sono stati costruiti panificio e mulino, mentre l’area interessata dalla frana era stata sequestrata: la Procura vuole capire che tipi di rifiuti vi siano stati depositati e se è stata fatta la bonifica.
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