La manifestazione
Operatori al posto di maestri
Nelle scuole mancano i docenti di sostegno: si mette una toppa con gli Ose
EMPOLI. La prima campanella per 10.582 studenti empolesi di tutte le classi e le età - il numero più alto negli ultimi quattro anni scolastici - squillerà domani. Ma anche quest'anno non sarà un avvio in discesa, anzi. Rimangono le ombre, specialmente per quanto riguarda il personale docente. L'amministrazione comunale, addirittura, quest'anno ha scelto di anticipare l'entrata in servizio degli operatori per l'assistenza socio-educativa agli alunni disabili e a quelli con problematiche relazionali e comportamentali. Avrebbero dovuto entrare alla fine di settembre e invece saranno al lavoro già dal 20 del mese. La decisione (che implicherà un aumento di spesa per il Comune di oltre 30mila euro, passando dai 536mila euro dell'anno scorso ai 567mila di quest'anno) è stata presa per tamponare un'emergenza che in alcuni istituti riguarda gli insegnanti di sostegno. Questi ultimi, infatti, vuoi per i ritardi nelle procedure di nomina, vuoi per la difficoltà a reperirli, vuoi per le ristrettezze economiche, in molti casi mancano e non ci saranno prima di ottobre.
È il caso, ad esempio, della secondaria di primo grado Busoni-Vanghetti, che conta 1.300 studenti in totale e alcune decine di alunni disabili. «Cominciamo l'anno scolastico con alcune problematiche sugli insegnanti - spiega il vicepreside Marco Giglioli - in particolare a mancare sono quelli di sostegno. La maggior parte di loro dovrebbero essere immessi in ruolo, ma i ritardi riguardano anche quelli chiamati a fare supplenza. Dall'ufficio scolastico ci hanno assicurato che la situazione si risolverà nel giro di alcune settimane».
La stessa sindaca di Empoli, Brenda Barnini che ieri ha presentato l'avvio dell'anno, conferma la necessità della scelta. «Gli operatori per l'assistenza socio-educativa - afferma - entreranno in servizio prima per andare incontro a chi ha più bisogno di supporto. In questo modo speriamo di sopperire, per quanto possibile, alla mancanza di risorse e personale in arrivo dallo Stato. Si tratta di uno degli ambiti in cui la nostra amministrazione ha deciso di continuare ad investire con maggiore impegno per garantire il diritto allo studio. A questo si accompagnano gli interventi per la mensa scolastica, che rimane una risorsa interna e un vero fiore all'occhiello: oltre 400mila pasti ogni anno con un costo di quasi 2 milioni e 200mila euro, solo in parte coperto dalle rette. E poi c'è il trasporto scolastico, per il quale garantiamo 700mila euro con 10 pulmini che servono oltre 560 alunni per un totale di mille km al giorno». Inoltre, c'è tutta la partita sull'edilizia scolastica. Per quanto riguarda gli immobili di proprietà del Comune, lo scorso anno sono stati spesi 115mila euro. L'intervento più importante ha riguardato il rifacimento del tetto alla primaria Carducci. Mentre quest'anno partiranno i lavori alla scuola Pascoli per un importo di 4,2 milioni di euro. Tuttavia, in molti contesti le mancanze strutturali permangono. Come, ad esempio, al Ferraris-Brunelleschi, dove ci sono da finire i lavori all'istituto geometri e ancora alcune classi dell'indirizzo elettrotecnico saranno ospitate nel prefabbricato (ripristinato dopo l'incendio del 2013) di via Sanzio. Mentre in altre scuole gli spazi sono stati adattati, ma spesso non sono sufficienti ad ospitare nuove classi.
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