Sicurezza
Radice è a casa grazie al cuore di Fucecchio
Dopo il malore del 2012 raccolti 20.000 euro per adattare l’abitazione alle sue condizioni
FUCECCHIO. Giuseppe Radice è finalmente tornato a casa, dopo oltre quattro anni passati tra una clinica e l'altra a causa di una serie di arresti cardiaci che dal 2012 lo ha ridotto in uno stato di minima coscienza.
Ma oggi - grazie anche ai soldi e alle iniziative messe in campo da tutta Fucecchio - la famiglia ha potuto finalmente riportarlo fra le sue quattro mura, dove il presidente onorario di San Pierino aveva sempre vissuto con la moglie Francesca e la figlia Natascia. In quattro anni sono stati raccolti circa 20.000 euro, utilizzati dalla famiglia per fare tutti gli adattamenti fondamentali per poter riaccogliere Radice a casa, come una stanza dedicata e un bagno attrezzato.
Questo perché, nonostante sia ora a casa, Radice continua ad avere bisogno di assistenza continua, come ha spiegato la moglie: «Ho adattato la casa per mio marito, è stata un'emozione grandissima poterlo riaccompagnare a casa dopo tutti questi anni. Per noi è l'inizio di una seconda vita e faremo di tutto per farlo stare meglio possibile». Il presidente dei quattro trionfi sanpierinesi è rimasto fino a pochi giorni fa nella clinica di Villa delle Terme a Impruneta; la famiglia già da un anno coltivava il sogno di riportarlo a casa. Nel 2014 la famiglia lanciò una sottoscrizione per raccogliere delle somme utilizzabili per portare Radice ad Innsbruck, in una clinica specializzata; servivano oltre 80.000 euro per questo viaggio dello speranza ma ne sono arrivati 20.000, grazie alle donazioni da associazioni, contrade e cittadini di Fucecchio. La famiglia non l'ha poi portato ad Innsbruck, virando su cliniche d'eccellenza qui in Italia, tra cui quella dell'Impruneta, che secondo la moglie ha dato veramente il massimo per suo marito: «Devo ringraziare tutti loro, dai dottori agli infermieri, che continuano a seguirci anche ora che siamo a casa. Questi professionisti mi hanno dato sicurezza, mi sono sentita come in famiglia. Anche adesso alcuni di loro non mancano di venirci a trovare per vedere come sta Pino. A loro devo dire grazie, così come a tutti quelli ci hanno aiutato, li porteremo sempre nel nostro cuore». Giuseppe Radice, nella storia del Palio fucecchiese, ha firmato tutte le quattro le vittorie della contrada d'Oltrarno come presidente.
Una personalità conosciutissima, il cui nome rimarrà per sempre legato a quello della contrada che ha guidato per tanti anni, quando grazie a Fidels, Falco Doglia, Grein e Melantò de Aighenta ha portato in sede quattro cenci dal 2005 ad oggi, compreso l'irripetibile "Tris d'oro" 2005-06-07 coi fantini Giovanni Atzeni, Antonio Villella e Alberto Ricceri e il capitano Andrea Bertini. Poi, nel 2010, l'altro successo con Virginio Zedde e Melantò, senza dimenticare il capitano Gianluca Chiti. Il 25 maggio 2012, invece, il buio, quando Radice viene colpito da un attacco cardiaco. Da lì in poi quattro anni di sofferenze e speranze, fino al tanto atteso ritorno a casa di pochi giorni fa.
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