Il Tirreno

Empoli

degrado e sfruttamento

La “sentinella” controlla clienti e prostitute a Empoli - Video

di Francesco Turchi
La trattativa interrotta dalla “sentinella” (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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La trattativa interrotta dalla “sentinella” (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Nell'area artigianale di via Giuntini la situazione è fuori controllo. Tre giovani donne presidiano la zona dal mattino e la spia le avverte in caso di presenze sospette. Sale la protesta: «Più controlli». C’è chi tratta e chi sorveglia, ecco come funziona

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EMPOLI. Tre prostitute, un cliente e una “sentinella” in bicicletta, pronto a dare l’allarme in caso di presenze non desiderate. Una scena classica da periferia o quartiere degradato, magari la sera, con il supporto dell’oscurità. Stavolta non è così. Siamo nel cuore di Empoli, in pieno giorno. E la “trattativa” salta per... colpa del nostro arrivo: la sentinella dà l’allarme e il cliente se ne va a tutta velocità. Ma ormai la situazione in via Giuntini è degenerata. All’inizio dell’estate avevamo raccontato un fenomeno “nuovo”, denunciato da residenti e lavoratori che ogni giorno frequentano la zona artigianale di Pontorme, dove hanno sede grandi aziende e catene della grande distribuzione, a due passi dalla Tosco Romagnola. Ebbene, dopo poco più di due mesi la prostituzione da queste parti è diventata un’emergenza: «Non si vedono mai forze dell’ordine - protestano i residenti - e le prostitute si sono moltiplicate».

Sono ragazze africane, si vendono per poche decine di euro. Arrivano la mattina, si piazzano lungo la strada, a distanza di una cinquantina di metri l’una dall’altra. Vanno avanti e indietro lungo il proprio tratto di competenza, fino all’incrocio con via Cherubini. E aspettano i clienti, pronti a pagare per prestazioni sessuali che si consumano - quasi sempre - nella campagna che costeggia la ferrovia. Succede quotidianamente, in particolare fino all’ora di pranzo. E - a giudicare dal via-vai - i clienti non mancano.

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Basta farci un giro per rendersene conto. Sono da poco passate le 11. C’è una ragazza seduta sul marciapiede proprio davanti al parcheggio. Cinquanta metri più in là ce n’è un’altra, mentre la terza è all’incrocio con via Cherubini. Un giovane, in sella a una bicicletta, pedala con aria indifferente. Avanti e indietro. Una, due, tre volte. Non rivolge neanche uno sguardo alle ragazze. Si ferma un possibile cliente, a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Inizia la trattativa per una prestazione sessuale. E intanto la “sentinella” nota un’altra macchina “sospetta”.

All’interno c’è qualcuno che sta scattando delle fotografie. E allora, improvvisamente, dimostra di conoscere (e bene) quelle ragazze. Dice qualcosa a quella più vicina, che lascia il marciapiede e va verso la collega. Nel frattempo la spia pedala a tutta velocità verso quella che sta trattando con un cliente. La avverte dell’intrusione. E in un attimo l’automobilista ripone le sue voglie sessuali, ingrana la marcia e se ne va, non senza aver lanciato uno sguardo non proprio amichevole verso coloro che hanno interrotto la conversazione. Le due prostitute si mettono sedute una accanto all’altra, mentre la “sentinella” prosegue il suo tour per andare ad avvertire anche la terza, rimasta più distante. Ma una volta che la macchina dei “curiosi” si allontana, il film ricomincia. Come ogni giorno, con le sue scene di degrado e l’ombra lunga dello sfruttamento. Un po’ come avviene ormai storicamente nella zona di via XI Febbraio e viale Buozzi, vicino alla stazione di Empoli o anche, più di recente, nella centralissima piazza Matteotti.

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Un fenomeno difficile da contrastare per le amministrazioni locali. Fucecchio, per esempio, ha scelto la linea dura da anni con le ordinanze che prevedono maxi-multe a clienti e prostitute, senza però riuscire a debellare il fenomeno. Un po’ come era accaduto a Empoli nel 2010, quando un’apposita ordinanza vietava «sostare in atteggiamento che connoti inequivocabilmente l'attività di meretricio, contrattare e/o concordare prestazioni sessuali a pagamento, intrattenersi con soggetti che esercitano palesemente l'attività di meretricio su strada». Ordinanze dettate da buoni propositi ma di fatto difficili da applicare. Tuttavia chi abita, lavora o è cliente di un’attività in via Giuntini, chiede comunque una risposta, al Comune e alle forze dell’ordine.

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