Attenzione
Crisi Twin Disc di Limite sull'Arno, c’è l’accordo
Il faccia a faccia tra la multinazionale statunitense e i sindacati si conclude con una fumata bianca. Gli esuberi saranno al massimo 10 con uscite volontarie e incentivate
CAPRAIA E LIMITE. Fumata bianca al tavolo di trattativa per la Twin Disc di Limite sull’Arno. Nell’incontro di lunedì 12 settembre che si è tenuto negli uffici del settore servizi per il lavoro della Regione a Firenze, dopo ore di confronto, le due parti hanno firmato l’accordo per l’apertura di una proceduta di mobilità per un massimo di dieci lavoratori. L’uscita riguarderà soltanto coloro che non si opporranno al licenziamento (quindi gli esuberi potrebbero essere anche meno di dieci) e ciascuno di questi avrà un incentivo per l’uscita. Una parte di lavoratori potenzialmente interessati si sono già fatti avanti. Martedì alle 14 si terrà l'assemblea dei lavoratori in azienda.
Soddisfatto Stefano Angelini della Fiom Cgil di Firenze: «Siamo soddisfatti per questo risultato che arriva dopo una lunga discussione che ha visto partecipare i lavoratori a numerose iniziative di sciopero. Con oggi i 16 esuberi annunciati a giugno si sono ridotti di sei unità e ad uscire saranno solo coloro che non si opporranno al licenziamento. Ora comincia un nuovo percorso di verifica e di gestione che ha già una data fissata per lunedì 28 di novembre quando il tavolo sarà riconvocato alla presenza del funzionario incaricato della Regione Toscana».
«Ringrazio i lavoratori - aggiunge Iuri Campofiloni - per il sostegno e per la determinazione con cui hanno portato avanti la vertenza».
L'incontro di lunedì si è tenuto ad una settimana di distanza dall'ultimo faccia a faccia tra i sindacati e la multinazionale statunitense . In quell'occasione erano arrivati segnali di distensione tra le parti, dopo le frizioni estive. In sostanza, rispetto alla proposta iniziale di 16 esuberi, l'azienda era scesa a dieci e aveva alzato l'incentivo all'uscita. Un passo in avanti nelle trattative che era stato apprezzato dai rappresentanti sindacali, sebbene fossero rimasti nodi da sciogliere sul futuro dello stabilimento e sulla riorganizzazione della produzione.
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