Proteste
«La scuola? Assomiglia a un posteggio»
Maraini a Certaldo per il premio Boccaccio. Oltre a lei, riconoscimento a Lilli Gruber
CERTALDO. Tre riconoscimenti e tre donne, il premio Bocaccio quest’anno parla al femminile. Si tratta di Dacia Maraini, vincitrice della sezione letteratura italiana, Maylis de Kerangal per la letteratura internazionale e Lilli Gruber per il giornalismo. Il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, ha parlato per primo di fronte a un pubblico gremito e fedele, che ogni anno cresce sempre di più: «Con un evento del genere - ha detto - riflettiamo sulla letteratura temi di attualità e soprattutto ricordiamo un volto importante della nostra storia come Giovanni Boccaccio». Maria Rosaria Omaggio ha intrattenuto poi il pubblico, lei, eclettica e talentuosa attrice italiana, grazie ad una magistrale lettura della seconda novella della settima giornata del Decameron di Boccaccio, oltre che alcuni brani delle opere vincitrici. Simona Dei, presidente e artefice del premio Boccaccio, ha spiegato le motivazioni del premio giornalistico a Lilli Gruber. Si parte dalla guerra del Golfo, dal racconto di «una giovane giornalista, che si spostava da un balcone a un altro per raccontare quei tragici momenti. Una donna che lascia spazio al dibattito e al confronto. Invece chi urla è meno abile a provarne la veridicità e la fondatezza. Si tratta di un giornalismo civile, senza perdere la qualità della testimonianza, denunciando le difficoltà della libertà d'informazione in Italia».
Lilli Gruber spazia sui temi di attualità, in vista della ricorrenza dell'11 settembre, parlando della presenza del terrorismo islamico in Italia: «I musulmani che vivono in Italia devono assumersi responsabilità, perchè sono tempi difficili, soprattutto per l'integrazione». Poi si guarda al presente e al futuro: «Dopo l'11 settembre abbiamo dichiarato guerra al terrorismo, che non è stato sconfitto. Qualcosa abbiamo sbagliato, altrimenti non saremmo in ansia costantemente, la realtà è molto più complessa e sfaccettata». La letteratura internazionale sposa invece il volto di una giovane scrittrice francese contemporanea. I suoi libri, dopo il successo in patria, sono arrivati anche in Italia, come i racconti dei migranti con l'eco di Lampedusa e dei viaggi della disperazione che arriva al cuore delle persone.
Si parla del terrorismo in Francia: «Dove abito ho vissuto in prima persona quello che è successo a novembre. Il mio terrazzo è stato colpito da una mitraglia di proiettili, a poca distanza dal Bacatlan. La città intera è traumatizzata dagli eventi, ci interroghiamo su come vivere ancora e quale potrebbe essere il ruolo della letteratura». Finale con il premio alla carriera per la letteratura italiana per Dacia Maraini, scelta fra le tante opere per il suo ultimo romanzo “La bambina e il sognatore”. «Boccaccio rappresenta l'anima laica di questo paese, ancorato allo spirito religioso, oggi una figura come lui non c'è - ha detto - Pasolini poteva avvicinarsi ma manca di quell'umorismo a cui Boccaccio ci aveva insegnato». Serve una riscoperta della lettura: «In Italia si legge poco e spesso si vive come una fatica e i giovani sono i principali indiziati. La nostra scuola sta male perché aveva il compito di formare il cittadino mentre adesso assomiglia a un posteggio».
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