Il Tirreno

Empoli

le indagini

Roghi a Fucecchio appiccati per le faide tra spacciatori

di Marco Sabia
La Forestale e uno dei mezzi della Vab a Pinete (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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La Forestale e uno dei mezzi della Vab a Pinete (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Tre incendi in sette giorni a Pinete con l’impiego di centinaia di uomini e mezzi, distrutti ettari di bosco

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FUCECCHIO. Terzo incendio in sette giorni, le Pinete di Fucecchio continuano a bruciare. E adesso l'ipotesi più plausibile al vaglio degli inquirenti è che si tratti di spregi fra bande rivali di spacciatori, oppure che da un fornello da campo scappi una scintilla che dà fuoco al secco sottobosco. L'ultimo episodio è di venerdì 9 settembre pomeriggio, quando ad andare in fumo è stato circa un ettaro di bosco, in via della Bigattiera, in una proprietà parzialmente recintata, dove c'è anche una casa disabitata. D'altronde i carabinieri già in passato avevano sequestrato ai pusher armi bianche, usate per colpire le altre bande dello spaccio, per cui questi malviventi avrebbero potuto decidere di passare alle maniere forti, dando fuoco al nascondiglio dei rivali, dove vengono sotterrata le dosi. Oppure semplicemente - visto che i pusher bivaccano nel bosco - a qualcuno potrebbe essere scappata la fiamma che - in un bosco di pini pieni di resina - può scatenare un piccolo inferno di fuoco; come nel caso di martedì, quando il bosco bruciava nonostante stesse cadendo una forte pioggia, che non è comunque riuscita a domare le fiamme, poi ripartite il giorno seguente, complici vegetazione secca e siccità perenne.

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Detto questo il panorama rimane comunque abbastanza scoraggiante, perchè anche senza gli incendi questi soggetti stanno già rovinando l'immagine di queste zone una volta tranquille. Unica consolazione è che - dai primi rilievi della Forestale - non emergono tracce tali da far pensare ad un piromane o comunque a qualcuno di seriale.

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Anche il secondo rogo a Pinete (quello di mercoledì), è derivato da del materiale volato via il giorno prima, che pian piano ha acceso la secca vegetazione a poche centinaia di metri di distanza, sempre in via Pesciatina, rendendo necessario l'intervento di centinaia di uomini - tra vigili del fuoco, carabinieri, volontari della protezione civile e vigili urbani - lungo i due giorni di operazioni di spegnimento e bonifica. Senza dimenticare il volo incessante degli elicotteri antincendio coi cestelli, che però col buio sono costretti a rientrare per evitare incidenti.

Un dispiegamento di forze che ha un costo ragguardevole per la comunità. E uno scenario che si è ripresentato quasi uguale venerdì pomeriggio, a poche centinaia di metri in linea d'aria da via Pesciatina, dove si sono sviluppati i due roghi di martedì e mercoledì. Sembra che anche quello di venerdì sia un incendio derivato da quello di tre giorni fa ma non è esclusa l'ipotesi dolosa, non tanto legata al piromane quanto appunto ai "nuovi" frequentatori dei boschi delle Cerbaie, da dove arriva un grido d'allarme da parte di una popolazione che è già provata dalla presenza di questi malviventi che - nonostante siano stati arrestati in più di un’ occasione - riescono sempre a ripresentarsi con nuove forze (magari giovanissime) nei boschi.

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