Il Tirreno

Empoli

Ostaggio dei ladri da un anno

di Francesco Turchi
Ostaggio dei ladri da un anno

Quinto colpo al distributore con piccone e tombini, ferito un bandito

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MONTELUPO. Cinque minuti di violenza per abbattere una porta (appena riparata dai proprietari), a colpi di piccone e di tombini scagliati contro la vetrata. Quattro uomini incappucciati che distruggono e rubano, per la quinta volta in un anno, la seconda in un mese scarso (senza considerare un terzi tentativo, fallito). Altri cinquemila euro di merce sparita, nuovi danni da quantificare. Numeri (e storia) di un’attività presa d’assalto a ripetizione, con i proprietari che hanno la forza e il coraggio di non rassegnarsi, di andare avanti. Ma che chiedono anche più controlli da parte delle forze dell’ordine.

Stazione di servizio Eni, sulla Tosco Romagnola a Fibbiana. Sono le 3.30 in punto quando la banda entra in azione. Il terzetto di banditi va all’assalto, alle loro spalle resta un complice, a bordo di una Lancia Y nera. Per cinque minuti colpiscono la vetrata con una violenza inaudita, sotto gli occhi delle telecamere della videosorveglianza. Iniziano col piccone (poi abbandonato lì), proseguono con un tombino in cemento: «L’avevamo appena cambiata dopo l’ultimo furto», racconta amaramente Carla Cappelli, moglie del titolare Luca Tognetti. Perché lo scorso 1° agosto il colpo era fallito, mentre tre giorni dopo era andato a segno, con la banda che si era aperta la strada mandando in frantumi la vetrata. Giusto il tempo di sostituirla, con una più robusta, ed ecco il nuovo assalto (che fa salire il numero complessivo a cinque in un anno).

Stavolta però non si tratta di un furto-lampo. I malviventi impiegano dieci minuti a portare a termine il colpo. Anche per “colpa” della porta, che proprio non ne vuol sapere di cedere: uno di loro si ferisce, come testimoniano le tracce di sangue trovate sul pavimento del bar. Non riescono a sradicarla del tutto, ma la sollevano di forza, quanto basta per entrare.

Poi, una volta all’interno, accelerano le operazioni, anche perché l’allarme ha iniziato a suonare e sono in arrivo gli agenti della vigilanza, ma anche i gestori, avvertiti da un sms dell’infrazione in corso.

Ripuliscono lo scaffale delle sigarette, sfondano le casse, fanno il pieno di gratta e vinci. Non contenti spaccano anche un’altra porta, che dà accesso a un locale dove non trovano nessun oggetto di valore. Capiscono di avere i minuti contati e se ne vanno. Ma c’è ancora tempo per un chewin gum: uno dei ladri torna indietro e afferra un pacchetto. Quando arrivano gli agenti dell’istituto privato e i carabinieri, la banda ha già fatto perdere le tracce. E a Luca e Carla non resta altro che avviare una trafila che ormai conoscono fin troppo bene: inventario, conta dei danni, visione dei filmati, denuncia alle forze dell’ordine. Ma soprattutto tanta amarezza: «Già in passato - spiega Carla - avevo chiesto al sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, più controlli in questa zona. Sappiamo che le pattuglie a disposizione la notte, tra polizia e carabinieri, sono pochissime e devono coprire un territorio molto vasto come il circondario. Ma credo che lo Stato dovrebbe spendere meno soldi in altre cose e cercare di garantire maggiore sicurezza, perché così non si può andare avanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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