Sicurezza
Twin disc, meno esuberi: l’accordo è più vicino
Dai sedici licenziamenti previsti si passa a dieci e su base volontaria. Anche gli incentivi per l’uscita proposti dall’azienda sono stati aumentati
LIMITE. L'accordo tra azienda e lavoratori della Twin Disc sembra essere più vicino. L'assemblea dei lavoratori di ieri mattina, tenutasi dopo l'incontro tra le parti di lunedì pomeriggio in Città metropolitana, ha dato mandato ai rappresentanti sindacali di continuare la trattativa sulla base delle aperture fatte dalla proprietà. Il passo in avanti, che si è materializzato appunto lunedì, è avvenuto su due fronti. Il più rilevante riguarda il numero di esuberi, che è sceso. Fino a pochi mesi fa la previsione dell'azienda con sede a Capraia e Limite era di licenziare 16 lavoratori. Una misura che è stata ribadita a più riprese negli ultimi incontri istituzionali che ci sono stati tra la fine di giugno e l'inizio di agosto. Due giorni fa, invece, l'asticella è stata abbassata: la proposta è quella di un'uscita di 10-11 persone. In ogni caso, come hanno ribadito i rappresentanti sindacali, tutto dovrà svolgersi su base volontaria. L'altro aspetto importante, poi, riguarda gli incentivi all'uscita. La proposta iniziale dell'azienda non era stata giudicata opportuna dalla controparte ed è stata ritoccata con una aumento che viene considerato più vicino alle richieste dei lavoratori. «L'assemblea con i lavoratori - spiega Stefano Angelini, responsabile Fiom Cgil di zona, che ha seguito finora la vertenza insieme a Yuri Campofiloni - è servita per spiegare quali sono state le novità emerse dall'incontro con l'azienda di lunedì. Adesso si apre una fase di riflessione e saranno loro a decidere se accogliere o meno la proposta dei vertici».
Una proposta che di fatto cambia le carte in tavola rispetto alle chiusure degli ultimi mesi. Nei recenti incontri istituzionali, infatti, il clima era quello di un muro contro muro da cui sembrava difficilissimo uscire. «Rispetto alla proposta iniziale gli esuberi vengono tagliati del 30% - continua Angelini - ciò non può soddisfarci pienamente, ma ravvisiamo una volontà di apertura da parte dell'azienda. E questo, alla luce di quanto avvenuto finora, ci sembra un elemento importante. Ovviamente il punto su cui ci siamo soffermati è che le uscite dovranno essere volontarie e accompagnate da ammortizzatori sociali (in questo caso la richiesta di mobilità, ndc). Inoltre, ci dovrà essere un incentivo adeguato e anche su questo punto la dirigenza sembra aver fatto un passo avanti».
L'azienda che opera nel settore della produzione e distribuzione di impianti nautici vive ormai da tempo una situazione di difficoltà. Già lo scorso anno, in seguito ad una prima procedura di cassa integrazione straordinaria, uscirono dodici lavoratori portando i dipendenti da 60 ai 48 attuali. Un'operazione che, coniugata con l'intenzione di realizzare altri esuberi, ha fatto temere per il mantenimento stesso dello stabilimento sul territorio. Nel piano industriale presentato alcuni mesi fa dall'azienda, tuttavia, questa possibilità sembra essere scongiurata. Anche se l'intenzione dei vertici è quella di cambiare il tipo di produzione fatta nella sede di via Salani. Nello specifico, la dirigenza ha ribadito la volontà di attuare un piano di riorganizzazione dando un'impronta maggiormente commerciale ed esternalizzando la produzione di serie, punto forte della Twin Disc, per orientare lo stabilimento empolese verso la customizzazione del prodotto. L'appuntamento decisivo è fissato per lunedì 12 settembre, ancora nella sede della Città metropolitana a Firenze.
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