Il Tirreno

Empoli

la tragedia

«Addio Daniele, extraterrestre tornato sul pianeta dell’amore»

Francesco Turchi
Il luogo dell'incidente (Foto Franco Silvi) e Daniele Via
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Il luogo dell'incidente (Foto Franco Silvi) e Daniele Via

Il dolore degli amici del ragazzo morto tre giorni dopo l'incidente in Fi-Pi-Li. Il giovane guidava un’azienda nel settore della meccanica di precisione ed era un grande tifoso di volley: «Ci hai regalato calore e affetto, resterai sempre nei nostri cuori»

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MONTELUPO. «Un extraterrestre tornato sul pianeta dell’amore, da dove era arrivato 27 anni fa. Daniele era questo, per tutti noi». Frasi che trafiggono il cuore, pronunciate dagli amici di sempre, sconvolti da un dolore troppo grande. Abbracciano babbo Giuseppe e mamma Alessandra. Fanno coraggio a Stefano Via, il fratello minore di Daniele, che era in sella alla moto, guidata dal fratello, che giovedì 1 settembre si è schiantata contro il camion, lungo la superstrada Fi-Pi-Li, cento metri dopo lo svincolo di Montopoli, in direzione di Firenze. Il diciannovenne era stato trasportato all’ospedale Lotti di Pontedera, con ferite lievi.

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Appena dimesso, poche ore dopo il terribile impatto, è andato a Cisanello per riabbracciare Daniele e restargli al fianco, sognando un miracolo che purtroppo non c’è stato: le conseguenze di quel terribile incidente hanno spazzato via le speranze. E il futuro del ventisettenne originario di Signa, che una decina di anni fa si era trasferito con la famiglia a Montelupo, dove viveva in via Taddeo Landini. La mamma, Alessandra Prevete, è insegnante alla scuola primaria “Baccio”. Il padre, Giuseppe, lavora nel settore della meccanica. Proprio come Daniele, piccolo imprenditore, titolare della Tef (che conta anche alcuni dipendenti), con sede a Scandicci, che si occupa di torniture e fresature di precisione. Un lavoro al quale Daniele «si dedicava per gran parte delle sue giornate» ricorda chi lo conosceva bene.

Ma sapeva anche trovare il tempo per gli amici, la famiglia e le altre passioni, a cominciare dalla musica, «come quando nello scorso mese di agosto, andò a Roma per assistere al concerto dei violoncellisti croati 2Cellos. Fece il viaggio in moto, da solo». Ma nessuno - tra coloro che lo conoscevano bene - era stato in ansia per questo: «Era molto prudente alla guida, così come in tutte le altre cose che faceva. Ha sempre rispettato le regole in generale, non soltanto il codice della strada. Perché lui era... 1,80 metri di bontà e genuinità: nessuno di noi - assicurano gli amici - lo ha mai visto litigare con qualcuno. Piuttosto, se subiva un torto, smorzava con un sorriso e voltava pagina. “Vivere per vivere” era la sua filosofia di vita, oltre che un insegnamento per tutti noi». Lavoro, motori, musica. Ma tra le sue grandi passioni c’era anche lo sport, a cominciare dal volley e dalla “Savino Del Bene” Scandicci, compagine che milita nella serie A1 femminile: «Siamo vicini al dolore che stanno attraversando famiglia, amici e tutte le persone che lo conoscevano. La prematura scomparsa del nostro tifoso - scrive la società - che in questi anni ha donato così tanto calore e affetto a tutti noi ci lascia senza parole. Ti vogliamo bene, sarei sempre presente nei nostri cuori e avrai sempre un posto nella tua "dritta"».

Il funerale non è ancora stato fissato. La salma si trova all’obitorio di Pisa in quanto sulla tragedia in superstrada è stata aperta un’inchiesta e non è escluso che la Procura possa richiedere l’autopsia per accertare quali lesioni sono state fatali e indagare il camionista. 

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