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a torre

Tutti pazzi per Simone, tra autografi, selfie e solidarietà

Marco Sabia
Simone Buti acclamato in piazza a Torre (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Simone Buti acclamato in piazza a Torre (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Delirio e fuochi d’artificio per l’eroe fucecchiese delle Olimpiadi di Rio. L’asta per la maglia del campione d'argento va alla contrada, ricavato ai terremotati

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FUCECCHIO. Oltre settecento persone, un solo indiscusso protagonista: è stato un totale successo la serata dedicata all'argento olimpico Simone Buti, grande protagonista a Rio con la Nazionale di volley, organizzata nella piazza di Torre. E sicuramente Buti non si aspettava un trattamento di tale livello, da profeta in patria, da generale di ritorno dopo la battaglia. Buti che - nonostante la sua timidezza - pian piano si è sciolto e ha guidato la serata fra premiazioni, selfie (centinaia), autografi (altrettanti) e cimeli messi all'asta (o allottati) per le popolazioni terremotate. Perché l'evento - organizzato da Pro Loco, contrada, parrocchia, Uc Torre e circolo - è nato anche per aiutare gli sfollati del centro Italia, su richiesta dello stesso Buti. E qui la sua contrada ha dato grande prova di solidarietà, acquistando la maglia indossata dal centrale nella World Cup dell'anno scorso (coi gradi da capitano) per la cifra di 610 euro. Ora sicuramente quella maglia verrà appesa in contrada e trattata con tutti gli onori del caso. Ma andiamo per gradi, raccontando la serata. 

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L'arrivo. La bandiera di Torre, quella italiana, quella del Coni e quella dell'Unione Europa: dietro arriva lui, fra gli applausi; poi gli invitati si alzano tutti in piedi per continuare ad applaudirlo. Buti sale sul palco e saluta tutti, non nascondendo l'emozione: «Sono sincero, sono più emozionato di quando sono salito sul podio a Rio: è stato incredibile fare questi 100 metri fra di voi. Stasera è giusto festeggiare ma è doveroso anche pensare ai colpiti dal terremoto». A questo punto viene rispettato un minuto di silenzio, poi parte l'Inno di Mameli, cantato dallo stesso Buti, che pochi istanti dopo viene "assalito" da amici e fan per foto ed autografi. 
 
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Le sorprese. Poi viene il momento della consegna delle targhe: sul palco salgono Alessandro Lazzeroni, Gianluca Bastiani e Isaia Cervigni, tutti ex allenatori di Buti. E pochi secondi dopo arriva il primo fuoriprogramma: un amico di Buti (Francesco Frediani) telefona ad una persona. E' Alessandro Lambruschini, che fa i complimenti al suo "collega" medagliato. Qui si consuma un momento simpatico: Lambruschini (bronzo ad Atlanta nel 1996 nei 3000 siepi), che dice a Buti di averlo seguito per tutta l'Olimpiade. Simone che risponde raccontando di quando lo vedeva allenarsi fra le strade di Torre. C'è un filo sottile, quindi, che lega le due medaglie olimpiche made in Fucecchio. Da ricordare anche le divise indossate da tutti i camerieri, con la foto di Buti e la scritta "Grazie Simone". Senza dimenticare la t-shirt autografata dalle bimbe del New Volley Fucecchio e consegnata al campione fucecchiese. 
 
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Ecco il Leone. Ma per Buti le sorprese non finiscono qui: il sindaco Alessio Spinelli monta sul palco con un regalo speciale. E' il Leone Rampante, la massima onorificenza data dall'amministrazione comunale: Buti ne fu insignito lo scorso anno ma non poté ritirarlo, perché si stava allenando a Milano. Così, un anno dopo, ecco la consegna: «Avevamo iniziato a festeggiarlo già un anno fa - racconta il sindaco - ora gli consegniamo ciò che si merita, perché Simone è un esempio dei veri valori dello sport». 
 
L'asta e il gran finale. Ed ecco il momento clou della serata, la messa all'asta della maglia da capitano indossata da Buti nella World Cup dello scorso anno. La maglia se la porta a casa la contrada, grazie ad una colletta fra molti contradaioli. Poi vengono allottati gli altri cimeli di Buti e la serata si conclude coi fuochi d'artificio, che illuminano la Buti-mania. 
 

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