Il Tirreno

Empoli

Le spese infinite per Palazzo Pretorio dopo il restauro-flop

di Giacomo Bertelli
Le spese infinite per Palazzo Pretorio dopo il restauro-flop

Certaldo: il genio civile ha contestato l’opera da 1,5 milioni E ora serve un progetto per rimediare ai lavori sbagliati

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CERTALDO. Palazzo Pretorio torna a far parlare del suo restauro, diviso in tre lotti, che ancora oggi, a distanza di anni, necessita di interventi, studi e ritocchi importanti, per poter tornare a splendere. Cortei dei Conti e Procura della Repubblica hanno aperto un fascicolo sul restauro costato oltre un milione e mezzo di euro. E adesso c’è una ulteriore spesa: 12mila euro per il lavoro di un professionista che dovrà capire innanzitutto dove intervenire rispetto alle tredici voci che il genio civile della Regione Toscana ha contestato alla progettazione dei lavori affidata all’ingegnere Gennaro Tampone e realizzati sotto la direzione tecnica dello stesso.

È una determina del 27 luglio a sancire nuovi costi all’operazione relativa al restauro di Palazzo Pretorio, oggi aperto in forma ridotta proprio a seguito delle verifiche e dei problemi emersi, risolvibili solo con dei necessari interventi integrativi. Il Comune ha deciso così di affidare ad un ingegnere di Pontassieve il compito di realizzare una apposita campagna di prove. a cui seguirà la stesura del progetto di massima, in condivisione con l’ufficio antisismica regionale e la soprintendenza. Saranno svolte verifiche e analisi dei tre lotti di lavori svolti, una relazione sulle criticità emerse nella relazione del genio civile e un giudizio sull’efficienza ed efficacia degli interventi eseguiti. La spesa iniziale è di 12mila euro, denaro che servirà a capire quanto investire di nuovo per restituire, finalmente, il palazzo nella sua interezza, alla comunità.

Ovviamente si parla di soldi pubblici che si aggiungono a quelli già spesi. Finora, infatti, le cifre per il restauro sono state ingenti: 875mila euro di fondi regionali e 625mila euro di risorse comunali. L’accesso alla struttura è in forma ridotta dal giugno del 2015 perché alcune sale e zone (come la camera del Cavaliere, la scala della Torre dell’Orologio, la camminata sui merli) non sono accessibili e questo porta minori introiti oltre che un danno di immagine che il Comune, tramite i suoi avvocati, sta pensando di quantificare.

Una storia, quindi, che va avanti da tempo e che adesso può contare su un fascicolo dove i tecnici incaricati dal genio civile, Luca Gori e Stefano Acciaioli e che rispondono alla guida del dirigente responsabile Franco Gallori, hanno messo in evidenza punto per punto cosa non va. Il restauro si è basato su 3 fronti: il consolidamento strutturale di tutto l'edificio, la conservazione delle opere artistiche, pittoriche e murarie, e l'accessibilità con il superamento delle barriere architettoniche. Una serie di opere messe in pratica tra il 2008 e 2014. Quattro lunghi anni che ora avranno bisogno di altro tempo per ultimare il restauro di uno dei centri culturali e artistici della Toscana.

Un intervento di restauro che è stato diviso in tre lotti dove si salva solo il secondo. Sul resto, come ha spiegato nel dettaglio il genio civile, bisogna rimetterci mano. A tutto ciò intanto vanno ad aggiungersi altri mille euro di spesa per lo spostamento dell’armadio con la centralina di controllo relativa alla piattaforma elevatrice. Una spesa dettata dalla necessità di avere una zona più accessibile per gli interventi di manutenzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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