Il Tirreno

Empoli

scuola nel caos

Cento studenti nel container in un villaggio abbandonato

di Marco Sabia
Banchi accatastati all’interno del cantiere dell’Ipia (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Banchi accatastati all’interno del cantiere dell’Ipia (Foto Agenzia Carlo Sestini)

L’Ipia di Empoli dovrebbe riaprire con un intervento da 70.000 euro ma è ancora un cantiere e intorno regnano erba alta, rifiuti, banchi smontati e cataste di materiale didattico. A Cerreto bimbi condannati al prefabbricato: due anni dopo il tornado c’è un progetto per il nuovo plesso da 2,5 milioni ma mancano le risorse

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EMPOLI. Fra diciassette giorni riparte la scuola, anche per quei ragazzi destinati a frequentare il prefabbricato Ipia a Empoli. Eppure, a guardare quel container, sembra difficile che sia pronto per il 15 settembre, visto che c'è un cantiere e i lavori sembrano tutt’altro che in dirittura d’arrivo. Lì ci andranno un centinaio di ragazzi, sicuramente le quarte e le quinte dell'Ipia e forse anche le terze. E ci sarà spazio pure per alcuni laboratori dedicati ai ragazzi disabili (fotografia, pittura, giardinaggio), che non troverebbero spazio al primo piano del Ferraris, dove si trova il resto dell'Ipia (istituto professionale per l'industria e l'artigianato).

Intanto la situazione dell’intero villaggio scolastico di via Sanzio non sembra essere cambiata dall’ultima volta in cui abbiamo visitato la zona, circa tre settimane fa. Anzi, all'esterno il degrado sta crescendo: erba alta, sporcizia, materiale scolastico usato abbandonato fuori dalle aule, questo è ciò che si vede se si fa una camminata all'interno del villaggio. Dove c'è, appunto, pure quel prefabbricato andato a fuoco nel maggio 2015, vicenda che costrinse i ragazzi ad essere spostati in aule alternative, in attesa che il prefabbricato venisse rimesso in sesto. In 150 stavano facendo lezione in quel prefabbricato costruito sei anni prima che era diventata sede secondaria della stessa scuola per i corsi Ipia. Da lì i ragazzi vennero spostati provvisoriamente in altre strutture, con Città metropolitana ed Unione dei Comuni che hanno avallato il progetto di recupero del prefabbricato, con un costo di 70.000 euro, oltre ai 30.000 già spesi in precedenza per la parte esterna. Oltretutto questi spazi sono stati anche vandalizzati nel frattempo, perché alcune delle finestre a scorrimento erano state lasciate aperte, permettendo a chiunque volesse di entrare e fare qualsiasi cosa. Ora alcuni dei ragazzi dell'Ipia finiranno nel prefabbricato, altri no: tutti, comunque, andranno a scuola in questo villaggio, che ora come ora sembra proprio abbandonato e sicuramente poco curato.

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Perché non è solo il prefabbricato a passarsela male: sotto le scuole c'è il materiale scolastico accatastato: stampanti usate, computer vecchi, tastiere obsolete, questo è ciò che si trova. Senza dimenticare l'erba alta, che in certi punti è più alta di una persona e copre anche i sentieri. Per non parlare della zona parcheggio del Fermi, dove fra tutta la sporcizia varia spuntano anche i preservativi. Ma nonostante questo la Città Metropolitana continua a puntare su quest'area, partendo dai lavori fatti nel container andato bruciato. Un progetto condiviso con l'Unione dei Comuni, come ha spiegato la delegata Simona Rossetti: «La ditta è al lavoro per avere tutto pronto il 15 settembre per l'inizio dell'anno scolastico. In ogni caso nei prossimi giorni avrò un incontro coi tecnici della Città per fare il punto della situazione sull' Ipia».

Ma cosa sta facendo la ditta all'interno del prefabbricato? A spiegarlo è la preside del Ferraris Daniela Mancini: «So che hanno imbiancato e che devono intervenire sugli infissi. Se hanno detto che per il 15 sarà tutto pronto io mi fido. La mia intenzione è di mandare le quarte, le quinte lì e forse anche le terze preservando il biennio nella sede tradizionale al primo piano del Ferraris. Poi, sempre nel prefabbricato, verranno allestiti dei laboratori per i ragazzi disabili». Ma cosa accadrebbe se per il 15 settembre il prefabbricato non fosse pronto? «A quel punto i ragazzi destinati lì finirebbero per tornare nella sede tradizionale, dove ora ci sono i laboratori».

LA SITUAZIONE DI CERRETO GUIDI

Quando arriverà la nuova scuola elementare a Cerreto Guidi? Al momento una risposta non c'è e i bambini inizieranno un altro anno dentro il container piazzato dietro le scuole medie. E c'è anche un altro rischio: chi inizierà per la prima volta la scuola primaria giovedì 15 settembre rischia addirittura di concluderla fra le lamiere del container, che non è esattamente il massimo.
 
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L'amministrazione guidata dalla sindaca Simona Rossetti ha intenzione di costruirne una nuova ma per ora dei soldi per realizzarla ne sono arrivati solo una parte, quei 400.000 euro messi a disposizione dalla Regione Toscana e vincolati proprio alla costruzione di una nuova scuola. Per il resto non c'è niente di nuovo, nemmeno sul futuro della vecchia scuola, quella Santi Saccenti danneggiata dal tornado del 19 settembre e da allora mai più tornata ad ospitare i bimbi di Cerreto Guidi. 
 
La sindaca Simona Rossetti si è limitata a dire che «stiamo andando avanti», aggiungendo che il prefabbricato è «in sicurezza e decoroso». Chiaramente le maestre e il personale scolastico dell’ex Santi Saccenti hanno fatto di tutto per rendere vivibile il container, che però rimane comunque un container, qualsiasi sforzo si faccia per renderlo migliore. Una struttura che ha dei limiti evidenti, come il fatto che se passano insieme due persone nel corridoio devono stare attente a non prendere la porta in faccia da chi esce da una qualsiasi aula. Un problema che diventa più grave se una di quelle persone è un disabile con un ausilio per facilitarne la deambulazione, come fece notare una mamma durante un incontro pubblico sul tema. Sembra che a giorni possano arrivare notizie decisive - in un senso o nell'altro - ma la sindaca non si è voluta sbilanciare. Purtroppo, però, manca sempre meno al 15 settembre, data di inizio dell'anno scolastico. E oltretutto siamo a quasi due anni dall'anniversario del downburst (19 settembre 2014) e i bambini sono destinati - non si sa ancora per quanto - ad andare a scuola in un modulo prefabbricato. Per il progetto dell'amministrazione comunale servono 2,5 milioni di euro per costruire ex novo una scuola, nella zona del vecchio campo sportivo di Caracosta: un progetto già presentato alla cittadinanza, che tuttavia non l'ha accolto con favore all'unanimità. Una situazione più ingarbugliata che mai. E nel frattempo passano gli anni (dentro al container). 

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