Sicurezza
Cento studenti nel container in un villaggio abbandonato
L’Ipia di Empoli dovrebbe riaprire con un intervento da 70.000 euro ma è ancora un cantiere e intorno regnano erba alta, rifiuti, banchi smontati e cataste di materiale didattico. A Cerreto bimbi condannati al prefabbricato: due anni dopo il tornado c’è un progetto per il nuovo plesso da 2,5 milioni ma mancano le risorse
EMPOLI. Fra diciassette giorni riparte la scuola, anche per quei ragazzi destinati a frequentare il prefabbricato Ipia a Empoli. Eppure, a guardare quel container, sembra difficile che sia pronto per il 15 settembre, visto che c'è un cantiere e i lavori sembrano tutt’altro che in dirittura d’arrivo. Lì ci andranno un centinaio di ragazzi, sicuramente le quarte e le quinte dell'Ipia e forse anche le terze. E ci sarà spazio pure per alcuni laboratori dedicati ai ragazzi disabili (fotografia, pittura, giardinaggio), che non troverebbero spazio al primo piano del Ferraris, dove si trova il resto dell'Ipia (istituto professionale per l'industria e l'artigianato).
Intanto la situazione dell’intero villaggio scolastico di via Sanzio non sembra essere cambiata dall’ultima volta in cui abbiamo visitato la zona, circa tre settimane fa. Anzi, all'esterno il degrado sta crescendo: erba alta, sporcizia, materiale scolastico usato abbandonato fuori dalle aule, questo è ciò che si vede se si fa una camminata all'interno del villaggio. Dove c'è, appunto, pure quel prefabbricato andato a fuoco nel maggio 2015, vicenda che costrinse i ragazzi ad essere spostati in aule alternative, in attesa che il prefabbricato venisse rimesso in sesto. In 150 stavano facendo lezione in quel prefabbricato costruito sei anni prima che era diventata sede secondaria della stessa scuola per i corsi Ipia. Da lì i ragazzi vennero spostati provvisoriamente in altre strutture, con Città metropolitana ed Unione dei Comuni che hanno avallato il progetto di recupero del prefabbricato, con un costo di 70.000 euro, oltre ai 30.000 già spesi in precedenza per la parte esterna. Oltretutto questi spazi sono stati anche vandalizzati nel frattempo, perché alcune delle finestre a scorrimento erano state lasciate aperte, permettendo a chiunque volesse di entrare e fare qualsiasi cosa. Ora alcuni dei ragazzi dell'Ipia finiranno nel prefabbricato, altri no: tutti, comunque, andranno a scuola in questo villaggio, che ora come ora sembra proprio abbandonato e sicuramente poco curato.
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Perché non è solo il prefabbricato a passarsela male: sotto le scuole c'è il materiale scolastico accatastato: stampanti usate, computer vecchi, tastiere obsolete, questo è ciò che si trova. Senza dimenticare l'erba alta, che in certi punti è più alta di una persona e copre anche i sentieri. Per non parlare della zona parcheggio del Fermi, dove fra tutta la sporcizia varia spuntano anche i preservativi. Ma nonostante questo la Città Metropolitana continua a puntare su quest'area, partendo dai lavori fatti nel container andato bruciato. Un progetto condiviso con l'Unione dei Comuni, come ha spiegato la delegata Simona Rossetti: «La ditta è al lavoro per avere tutto pronto il 15 settembre per l'inizio dell'anno scolastico. In ogni caso nei prossimi giorni avrò un incontro coi tecnici della Città per fare il punto della situazione sull' Ipia».
Ma cosa sta facendo la ditta all'interno del prefabbricato? A spiegarlo è la preside del Ferraris Daniela Mancini: «So che hanno imbiancato e che devono intervenire sugli infissi. Se hanno detto che per il 15 sarà tutto pronto io mi fido. La mia intenzione è di mandare le quarte, le quinte lì e forse anche le terze preservando il biennio nella sede tradizionale al primo piano del Ferraris. Poi, sempre nel prefabbricato, verranno allestiti dei laboratori per i ragazzi disabili». Ma cosa accadrebbe se per il 15 settembre il prefabbricato non fosse pronto? «A quel punto i ragazzi destinati lì finirebbero per tornare nella sede tradizionale, dove ora ci sono i laboratori».
LA SITUAZIONE DI CERRETO GUIDI
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