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Colpo da 50.000 euro della banda delle pelli a Fucecchio

Francesco Turchi
La conceria Dallas di Ponte a Cappiano
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La conceria Dallas di Ponte a Cappiano

Nel mirino la conceria Dallas di via del Puntone, ladri in azione anche in uno studio commerciale

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FUCECCHIO. Torna in azione la banda delle pelli. Che - approfittando del periodo di chiusura per le ferie estive - è tornata a far visita alla conceria Dallas di via del Puntone a Ponte a Cappiano. La mattina di lunedì 29 agosto, alla riapertura dell’azienda, il proprietari e i dipendenti hanno trovato la brutta sorpresa e hanno subito chiesto l’intervento dei carabinieri di piazza Montanelli. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi hanno forzato una porta e spaccato un lucchetto, per poi fare irruzione nel magazzino dove erano stoccate le pelli semilavorate. A quel punto hanno fatto “rifornimento”, caricando - probabilmente su un furgone - diversi pancali. Il valore del bottino è ancora in fase di quantificazione, ma secondo una prima stima sarebbe superiore ai cinquantamila euro.

Al vaglio dei militari fucecchiesi le immagini riprese dalla telecamere, che potrebbe rivelarsi fondamentali nella caccia alla banda. Resta da capire però quando è stato commesso il furto: l’azienda, infatti, è rimasta chiusa per ferie dal 5 al 28 agosto e le immagini della videosorveglianza si cancellano automaticamente dopo un certo numero di giorni. Per la conceria di proprietà dell’imprenditore Giovanni Catastini si tratta del terzo maxi-furto in meno di due anni: a novembre 2014 sparirono pelli per circa 170.000 euro. Poi, nel marzo scorso, fu messo a segno un altro colpo, da oltre centomila euro.

Un lunedì amaro, anche per la Multiser - Centro elaborazione dati, di via Sanzio a Sovigliana. «Un vicino - racconta la titolare - che ha lo studio nello stesso condominio, ha dato l’allarme dopo aver trovato una cassetta svuotata e fuori posto. A quel punto anche noi abbiamo perlustrato i nostri uffici e ci siamo resi conto che mancavano dei soldi».

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Spariti, oltre ai trecento euro, anche una borsa e un computer. Ma nessuno si era reso conto di niente, perché non ci sono segni di effrazione; inoltre alcuni dipendenti sono ancora in ferie e i colleghi non erano entrati nei loro uffici: «Non riusciamo a capire come abbiano fatto. Non ci sono porte o finestre forzate».

Sul furto indagano i carabinieri della compagnia di Empoli. 

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