Il Tirreno

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terremoto

I volontari sconvolti: «Come un bombardamento»

di Marco Sabia
I volontari della Misericordia di Empoli preparano i pasti per gli sfollati
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I volontari della Misericordia di Empoli preparano i pasti per gli sfollati

Le testimonianze degli "angeli" dell'Empolese Valdelsa impegnati nelle zone del sisma. Donazioni di sangue e raccolte fondi, ecco come aiutare. Sconsigliate (per ora) le raccolte di beni e vestiti. Parrucchiere devolve l’incasso di una giornata di lavoro

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EMPOLI. Un piccolo esercito di angeli dell’Empolese Valdelsa si è messo subito in viaggio per raggiungere le zone del Lazio colpite dal sisma. Tra i primi ad arrivare ad Amatrice, nel cuore del disastro, c'è Claudio Benevieri, della Misericordia di Empoli, che si è ritrovato proiettato in una situazione difficilissima: «E' un continuo via-vai di mezzi militari, ambulanze, vigili del fuoco: è il caos. A vederlo in tv non ti rendi conto del dramma ma sembra di essere in una zona bombardata, sul fronte di guerra; la gran parte degli edifici è inagibile e quelli che per miracolo erano in piedi sono stati buttati giù dalla scossa fortissima tra mercoledì e giovedì. Anche due miei compagni, mentre cercavano di raggiungere un’altra zona, si sono trovati praticamente nel mezzo ad una frana che li ha costretti a tornare indietro. La gente - continua - è nella disperazione più completa, nel serve parlarci per capire, i loro sguardi sono diretti nel vuoto, soprattutto gli anziani sembrano essere rassegnati a che la loro vita lì sia finita. Qui per loro non c'è speranza di vita né di lavoro».

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Benevieri è giunto ad Amatrice insieme ad altri confratelli: Andrea Lazzeri,Stefano Santini, Andrea Pacini, Daniele Lucarelli, Gionata Fatichenti, Federico Chesi, Alessandro Mammoli, Gianmarco Marconcini, Pumagat Pemar. Benevieri, Pacini e Lazzeri sono già tornati indietro - nella tarda serata di giovedì 25 agosto  - dopo aver montato il campo base mentre gli altri sono rimasti per sistemare un punto di primo soccorso, sempre ad Amatrice. Tra quelli rimasti c'è Gionata Fatichenti: «Prima di arrivare non pensavamo che i morti fossero così tanti, si parlava di trenta vittime e invece siamo oltre le duecento e la cifra purtroppo continua a salire. Siamo dinanzi ad una situazione paragonabile a L'Aquila ma in un paese piccolo. C'è difficoltà a muoversi e le operazioni vanno a rilento per questo. E non sappiamo più dove mettere tutto quello che ci viene portato, che noi prendiamo e andiamo a regalare alla gente più lontana nelle frazioni».

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Altri volontari, invece, sono rimasti per molto tempo in attesa del via libera per partire, perché la conformazione della zona (e i danni) permettono soltanto ad un piccolo numero di mezzi di arrivare lì dove ci sarebbe più bisogno, sebbene il numero di soccorritori sia già più che sufficiente. Ad Amatrice, ad esempio, è crollato praticamente tutto e sotto le macerie c'è finita gran parte della popolazione. Sempre ad Amatrice ci sono anche le Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli, con sei volontari: Francesco Bonistalli, Chiara Del Pasqua, Chiara Venturi, Gabriele Marzi, Simone Macchi, Marco Bacchi.

Che non sono potuti entrare subito in azione, perché le strade per far salire i mezzi sono ostruite dai detriti e a volte dai mezzi che rimangono incastrati o bloccati; hanno avuto il via libera soltanto nella serata di giovedì e si sono diretti poco dopo cena in una frazione di Amatrice che si chiama Cornillo Nuovo.

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La notte prima stati ospitati in un'azienda di Rieti, che ha messo a disposizione degli spazi per gli uomini della colonna mobile. Anche mezzi della Pubblica Assistenza di Fucecchio dovevano arrivare sul luogo, con un mezzo sanitario e uno logistico. L'eventuale partenza è spostata fra sabato e domenica, per dare il cambio alle squadre che ora sono sul campo, con un mezzo logistico e uno per l'assistenza sanitaria. Anche perché, come ha spiegato ancora Fabio Mangani della Prociv, arrivato mercoledì nella zona terremotata: «La situazione non è la stessa de L'Aquila per quanto riguarda morti e sfollati: ora non c'è bisogno di materiali e generi di prima necessità, il sisma ha colpito una piccola zona distruggendo tutto e uccidendo gran parte della popolazione. Purtroppo non ci sono gli spazi per muoversi, sul posto ci devono essere solo le persone necessarie a soccorrere, a cercare i superstiti e ad accogliere gli sfollati: tutto il resto è superfluo. Sono stato a L'Aquila e purtroppo la situazione è ben peggiore. Se fa male vedere certe scene in tv, vederle dal vivo ti passare la voglia di mangiare a pranzo e a cena».

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COME AIUTARE I TERREMOTATI

La tragedia del terremoto ha fatto scattare un moto di solidarietà nell'Empolese Valdelsa. Oltre alle squadre di soccorso (in partenza o già giunte a destinazione), si sono mobilitate anche istituzioni, associazioni e singoli cittadini, per aiutare la popolazione colpita dal sisma. Attraverso donazioni di soldi, ma anche di sangue. E c’è anche chi raccoglie abiti o beni di prima necessità, anche se, almeno per ora, questa strada viene sconsigliata dalla protezione civile: «Nelle prossime ore giorni se dovessimo registrare esigenze puntuali in questo senso lo comunicheremo».
Il conto corrente. L'Unione dei Comuni, ad esempio, ha attivato un conto corrente dove destinare risorse (il Comune di Montaione ha già versato 5.500 euro). Ecco tutti i dettagli. "Emergenza Terremoto Centro Italia 2016" la causale per effettuare il versamento dell'offerta, il bonifico va effettuato su conto corrente bancario del servizio di tesoreria: Unione dei Comuni Circondario dell'Empolese Valdelsa , codice IBAN IT97 V 05034 37831 000000000135, codice bic/swift BAPPIT21T63, Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno - Gruppo Banco Popolare - Filiale di Empoli - via F.lli Rosselli. Ma la solidarietà non si ferma qui: al Beat Festival - iniziato giovedì 25 e che durerà fino al 29 al parco di Serravalle - è stato un punto di raccolta attivato dall'organizzazione Beat 15 che ha voluto immediatamente aderire alla campagna dell'Unione dei Comuni per sensibilizzare tutti i frequentatori del parco in quei giorni affinché contribuiscano con una offerta agli aiuti che saranno attivati per le comunità colpite. E sempre al Beat Festival - in occasione della Beat Color Sense 5ks - ci si potrà iscrivere alla corsa e - senza costi aggiuntivi - due euro (parte del costo dell'iscrizione) andranno a sostegno dei luoghi colpiti dal terremoto. Un conto corrente è stato attivato anche dall’Arci Empolese Valdelsa, presso la Banca Etica Scarl (Iban: IT 36 A 05018 03200 000000000041), causale Terremoto centro Italia).
Serve sangue. Nelle zone c'è anche bisogno di sangue e le altre regioni d'Italia - oltre a quelle colpite - hanno invitato le rispettive popolazioni a mobilitarsi. Nel territorio dell'ex Asl 11 in due giorni ci sono state 180 donazioni in più e tanti nuovi iscritti. A disposizione ci sono i tre centri trasfusionali di Empoli (al San Giuseppe), di Fucecchio (al San Pietro Igneo) e di Castelfiorentino (al Santa Verdiana), contattando i centri.
L’iniziativa. Ma c’è anche chi decide di devolvere ai terremotati un’intera giornata di lavoro. È l’iniziativa del parrucchiere Antonio Grivo di via della Repubblica: «Avrei voluto andare lì, ma non è possibile. E allora ho deciso di dare una mano in questo modo: l’intero incasso del 29 agosto andrà in beneficienza». Per contatti: 338 3958527.

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