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cronaca

Aumentano i pazienti in fuga e mancano oltre 250 posti letto

Tra i punti deboli dell'ex Asl 11 di Empoli evidenziati dai tecnici anche le attese, soprattutto al pronto soccorso. Buoni gli indici su aspettativa di vita, mortalità per tumori e appropriatezza delle prescrizioni


22 agosto 2016 di Marco Pagli


EMPOLI. La nuova relazione sanitaria aziendale sull'ormai ex Asl 11 - che prende in esame i dati dello scorso anno, cioè l'ultimo prima dell'accorpamento nell'Asl Toscana Centro - fotografa una situazione tutto sommato positiva. Alta aspettativa di vita, bassa mortalità per tumori e infantile, numero basso di anni di vita persi per mortalità precoce. E poi un buon livello di appropriatezza della prescrizione e un'ottima copertura delle prestazioni. Il tutto a fronte di un finanziamento pro capite che rimane tra i più bassi della Regione.

Punti deboli. Tuttavia, i tecnici non hanno mancato di sottolineare punti deboli che rappresentano campanelli d'allarme anche e soprattutto alla luce dell'accorpamento delle aziende sanitarie per area vasta. A preoccupare, in particolar modo, sono gli alti tassi di fughe (cioè l'utilizzo di strutture ospedaliere di altre aziende da parte di residenti). Inoltre, i dati fanno emergere la mancanza di posti letto rispetto alle previsioni regionali e anche l'innalzamento, seppure il dato empolese rimanga tra i più bassi della Regione, del tasso di ospedalizzazione. Sotto la lente dei tecnici sono finiti anche i giudizi non soddisfacenti sui tempi di attesa per le prestazioni, specie per quanto riguarda il pronto soccorso, e alle difficoltà a rispondere alle esigenze delle categorie più fragili come disabili, pazienti psichiatrici e soggetti tossicodipendenti.

Il giudizio. «Una comunità di professionisti difficilmente deve adagiarsi sulla positività di alcuni indici - si legge nelle conclusioni della relazione - così come appare fare chi ha responsabilità della pubblica amministrazione e per il quale la parte "piena" del bicchiere è sempre da sottolineare e da tenere in considerazione». Inoltre, vengono indicati i principali settori di intervento. «L'assistenza alla nascita e le cure in ambito materno infantile con particolare attenzione alle popolazioni straniere, l'adolescenza, gli, obesi, i soggetti con handicap fisico e psichico, i tossicodipendenti, le patologie neoplastiche, i soggetti con Aids, gli anziani e i cittadini in fine vita».

Le fughe. Il tasso di mobilità dei residenti verso altre strutture ospedaliere è uno dei più alti tra tutte le Asl toscane ed è in crescita rispetto al passato. Ovviamente questo rispecchia caratteristiche geografiche ben precise. «In una zona come la nostra - si annota nella relazione - con la vicinanza di Pisa, Siena e Firenze, la quota di fuga può essere considerata "necessaria" o "fisiologica"». Non a caso nei comuni per così dire di confine il fenomeno è più accentuato: a Certaldo il tasso è del 65%, a Gambassi del 54%, a Montespertoli del 50%. Negli altri il tasso supera abbondantemente il 30%, con l'unica eccezione di Empoli che ha la percentuale minore con il 28%.

Scarsa fiducia. D'altro canto, gli stessi tecnici rilevano anche un problema nella fiducia tra medici di famiglia e strutture ospedaliere territoriali. «L'elevata mobilità delle classi di età adulte suggerisce l'insufficienza di un rapporto di fiducia effettivo tra i medici di famiglia e la struttura ospedaliera». Inoltre, la relazione pone un interrogativo non da poco sui rischi della centralizzazione, specie per quanto riguarda il trattamento del tumore alla seno (che verrà trattato a livello di area nella struttura di Villa Ragionieri a Sesto). Questo, peraltro, rimane l'unico ambito relativo ai tumori in cui le fughe negli ultimi anni sono diminuite. Negli ambiti in cui «si rilevano risposte adeguate, la previsione di centralizzazione di servizi (vedi tumore della mammella) potrebbe rappresentare un peggioramento della situazione esistente».

Posti letto. La razionalizzazione istituita nel 2012 fissa a livello nazionale una soglia di 3,7 posti letto ogni mille abitanti. La Regione ha ulteriormente abbassato la quota a 3,15 posti letto. Questo tetto, rapportato ai 240mila residenti del territorio dell'ex Asl 11, imporrebbe una dotazione di 760 posti letto. Tuttavia, tra i tre presidi ospedalieri (Empoli, Fucecchio e San Miniato) e la casa di cura privata accreditata Leonardo non si arriva a 500 posti letto, con una mancanza di oltre 250.

 

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