Il Tirreno

Empoli

torre sul podio

Peccato Simone, ma sei un fucecchiese d’argento

di Marco Sabia
I tifosi di Simone Buti riuniti in contrada
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I tifosi di Simone Buti riuniti in contrada

Al circolo tifo da stadio e applausi per l'eroe Buti. L’oro va al Brasile ma resta un’Olimpiade da protagonista. Il 3 settembre festa in paese, il sindaco: «Ti aspettiamo per dimostrarti tutto il nostro affetto»

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FUCECCHIO. Poteva essere oro, è arrivato l'argento. Non è bastata la spinta di tutta Torre e di tutta Fucecchio per spingere il pallavolista torrigiano Simone Buti alla conquista dell'oro olimpico, quell'oro che per la nazionale di volley rimane un tabù.

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I suoi amici domenica 21 agosto si sono ritrovati al circolo, tutti a sostenere Simone insieme alla sua famiglia, schierata in prima fila. E sicuramente - se si potessero controllare i dati auditel - si scoprirebbe senz’altro che la stragrande maggioranza dei fucecchiesi erano sintonizzati sulla finale olimpica. Purtroppo il match non è andato come si sperava ma a Torre il 3 settembre arriverà comunque un argento olimpico, che è certamente un orgoglio per una frazione di mille abitanti.

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Ma torniamo alla giornata di domenica: prima della partita tutti i presenti si sono prestati per uno scatto sotto lo striscione dedicato a Buti e - alla spicciolata - si sono andati a sedere. Come sempre il padre Romano fremeva, quasi "fibrillava", come direbbe il commentatore Andrea Lucchetta; tutta la partita a denti stretti, accanto alla moglie Daniela, che almeno all'apparenza è parsa più rilassata. Romano invece no, già dopo poco minuti aveva consumato le scarpe e il pavimento sotto i suoi piedi; tutt'attorno a lui amici, contradaioli e parenti, intenti a commentare i set punto a punto.

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Un boato c'è stato sul 13-16 per il Brasile, quando Simone Buti ha messo a terra il suo primo punto. "Dai Simo", urlava la gente. Un punto che purtroppo non è bastato per fermare le tremende bordate brasiliane di quel funambolo barbuto che risponde al nome di Wallace De Souza, un autentico spauracchio per tutto il muro azzurro. Il primo set è terminato 25-22 per i verdeoro. Al circolo la gente si è riversata fuori per una boccata d'aria e per smorzare un minimo la tensione per la partita indubbiamente più sentita della storia di questa frazione.

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Il secondo set è iniziato con la stessa atmosfera, un misto di speranza e di paura, dettata dallo strapotere fisico degli avversari; e anche da qualche decisione arbitrale, che ha fatto mugugnare i presenti, oltre a far svoltare la partita definitivamente verso i padroni di casa, sospinti da 12.000 persone. Il secondo e il terzo set, infatti, sono finiti rispettivamente 28-26 e 26-24, con Buti che nell'ultima frazione ha messo a segno il punto del 22 pari. Ma anche qui l’acuto del fucecchiese è stato vano e insieme ai compagni Zaytsev, Juantorena, Giannelli, Birarelli, Lanza e Colaci si è dovuto arrendere.

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Così il sogno di vedere un oro a tinte fucecchiesi è svanito ma Buti rimarrà lo stesso nella storia fucecchiese come l'atleta arrivato più in alto ai giochi olimpici.

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Ha, infatti, superato Alessandro Lambruschini, bronzo nei 3000 siepi ad Atlanta 1996. Ed ha eguagliato l'altro pallavolista Marco Bracci, nato sì a Fucecchio ma indubbiamente più legato a San Miniato e a Santa Croce sull'Arno. A fine partita non c'è stata delusione e un prolungato applauso ha accompagnato gli ultimi istanti del match. Sicuramente, una volta a casa, babbo Romano in primis si rivedrà la partita in ogni dettaglio, come fa da sempre, da quando il suo Simone è salito sul palcoscenico del volley che conta.

Ora non resta che aspettare il 3 settembre, quando Buti tornerà nella sua frazione per ricevere un abbraccio di proporzioni epiche. Il sindaco Alessio Spinelli, che ha assistito al match proprio a Torre, gli ha già dato appuntamento: «Simone, ti aspettiamo a Fucecchio per manifestarti tutto il nostro affetto».

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