Sicurezza
Centri per rifugiati, l’inchiesta si allarga
Per Multicons controlli anche sui registri delle presenze e sui servizi erogati rispetto ai bandi di gara
EMPOLI. L’inchiesta della procura della Repubblica sull’accoglienza dei profughi si allarga: non riguarda solo il consorzio Multicons ma anche alcune strutture a Lastra a Signa - che accolgono attualmente 93 migranti - e che fanno capo a David e Carla Santetti. Non solo, per quanto riguarda la cooperativa di Montelupo, che nella zona gestisce 13 centri, i filoni di indagine potrebbero essere più di uno anche se l’azienda, come spiegato dallo stesso direttore generale dell’azienda Marco Cartei, ha negato questa possibilità.
A quanto appreso, la procura della Repubblica avrebbe in corso accertamenti sulle condizioni di vita dei profughi, riguardo alle condizioni igienico-sanitario, alla qualità del cibo, alle strutture in cui sono ospitati. Ma anche sulle relazioni all’interno dei centri dopo alcune proteste, che si sono concluse con gesti eclatanti dei profughi (come a fine maggio scorso a Molin novo). Ancora: gli inquirenti, con carabinieri e guardia di finanza, avrebbero fatto controlli su aspetti che riguardano le forniture e gli standard richiesti dalla prefettura rispetto all’ipotesi di frode in pubbliche forniture. Dunque dopo le segnalazioni degli ospiti rispetto al sovraffollamento e al cibo, l’indagine si sarebbe allargata sui servizi che devono essere assicurati secondo quanto richiesto dalle manifestazioni di interesse emesse della prefettura.
Nel mirino della procura, per esempio, l'insegnamento dell'italiano e l’assistenza legale. Ci sarebbero anche controlli sui registri delle presenze per accertare eventuali discrepanze tra gli ospiti dati in carico dalla prefettura e quelli effettivamente presenti nelle strutture della cooperativa di Montelupo che gestisce i servizi dell’accoglienza attraverso la sua consorziata Servizi Toscani. E, infine, il fronte dei soci lavoratori in forza alla cooperativa con accertamenti sulle loro posizioni contributive e sui loro pagamenti.
Prendendo spunto da quest’ultimo versante, interviene la Cgil che da tempo monitora, spesso evidenziando critiche, il capitolo delle cooperative impegnate nel settore pubblico e privato. «Sono necessari più controlli sulla gestione degli appalti - spiega il segretario della Camera del lavoro di Empoli, Rossano Rosssi - perché possono costituire la frontiera dello sfruttamento». E aggiunge: «Capisco le enormi difficoltà della Prefettura, ma i problemi non si possono risolvere basta che sia, è necessario mettere in piedi un tavolo con amministrazioni comunali, prefettura e sindacati». (l.a.)
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