Il Tirreno

Empoli

Alberi caduti e pali rotti l’incuria dopo la tempesta

di Libero Dolce
Alberi caduti e pali rotti l’incuria dopo la tempesta

Nessuna rimozione o intervento a un mese dall’ondata di maltempo dello scorso luglio. Il Comune: «Colpa delle ferie e dei problemi nell’assegnazione dell’appalto»

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EMPOLI. Alberi spezzati “distesi” nei giardinetti, pali di ferro piegati e tronchi recisi. No, non c’è stata nessuna tempesta ieri ma a guardare certi angoli pare che siano passate non più di 24 ore dalla bufera. E non un mese.

Basta fare un giro per vedere come gli effetti del downburst, questo il nome tecnico dell’evento atmosferico, non sono andati via insieme a pioggia e vento del 26 di luglio. Il Comune ha provveduto a rimuovere tutte le situazioni più pericolose. Tagliati i rami a rischio crollo e rimossi gli alberi crollati che avevano invaso le corsie. Rimangono però molte situazioni irrisolte, con disagi e pericoli.

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In via Val Gardena un albero dal fusto sottile è stato sradicato dal forte vento e ora giace in orizzontale sul prato. Andrebbe rimosso. Così come il grosso pino caduto nel parchetto di piazza San Rocco, lungo parecchi metri dalle radici alla chioma verde. Giace per terra in tutta la sua lunghezza, a toccare con una panchina resa impraticabile dall’ingombrante presenza. L’area è persino transennata e dopo un mese non sono stati tagliati i nastri che la delimitano.

Situazione simile a quella del parcheggio del Palazzo delle Esposizioni, dove il tronco di un pino, i rami e le foglie secche per terra rendono impossibile l’accesso a uno dei posti macchina. Sopra i rifiuti vegetali il nastro bianco e rosso che dovrebbe delimitare ma dopo questo tempo si è aggiunto a rifiuti vari in una sgradevole composizione di spazzatura e residui vegetali che fa sì che somigli a una piccola discarica.

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Ma ci sono altre situazioni che oltre ai piccoli disagi potrebbero tramutarsi in rischi per la sicurezza. In piazza Oreste Ristori un palo di ferro reciso a metà si è afflosciato sul prato, ma la giuntura tagliata a metà della struttura rischia di diventare una lama tagliente per chi la toccasse. E ancora più pericoloso è il palo dei cavi telefonici arrugginito di cui resta solo la base poco più in là, la cui testa puntita affondata nel terreno potrebbe essere una seria fonte di pericolo per chi ci inciampasse o per qualche bambino che si avventurasse a giocarci intorno.

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Sul lungarno Alighieri sta invece un tronco tagliato ricoperto di aghi di pino secchi, transennato in modo che non rotoli sull’asfalto. Dall’amministrazione fanno sapere che nello spazio di due settimane tutti ciò che è rimasto in giro verrà rimosso. I lavori più urgenti, spiegano, sono stati eseguiti immediatamente e dal monitoraggio del territorio nessuna delle situazioni ancora insolute rappresenta un pericolo. Si tratterebbe, insomma, solo di ingombri da eliminare. I lavori sono stati rallentati dalle lungaggini per il bando sulla gestione delle aree verdi, con l’avvicendamento tra le cooperative.

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