Il Tirreno

Empoli

gli anni del diploma al liceo sportivo di cascina

Studi personalizzati per far crescere la campionessa

Studi personalizzati per far crescere la campionessa

L’azzurra si allenava la mattina ed entrava in ritardo: è stato uno dei primi casi di formazione online della scuola

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Chissà se durante l'impresa compiuta nelle acque di Copacabana, per un attimo, le sono tornati alla mente gli anni del liceo. Quando la sveglia suonava all'alba, come lo start di una corsa contro il tempo: dalla periferia di Prato, alla piscina comunale di Cascina. Una sfilza di autobus e treni. Poi due ore di allenamento, dalle 7 alle 9. Prima di caricarsi lo zaino sulle spalle e sfrecciare verso il liceo sportivo Antonio Pesenti. Chissà cos'è passato nella testa di Rachele Bruni, 26enne di Comeana, nel giorno di Ferragosto, in quei dieci chilometri nuotati tutti d'un fiato. Fino alla conquista dell'argento olimpico. Di sicuro, mentre Rachele, in Brasile, scriveva la pagina più bella sua carriera sportiva, il professore di educazione fisica Edo Garzella, dall'altra parte del mondo, incrociava le dita e pensava a quelle parole pronunciate in classe: «Hai un gran carattere, Rachele. Ti toglierai grandi soddisfazioni». Perché la nuotatrice che ha dedicato la vittoria alla compagna Diletta, prima di una delle migliori atlete del mondo, è stata una studentessa modello. «Entrava a scuola in ritardo perché al mattino si allenava in piscina, a Cascina. Avevamo studiato per lei una tabella per non farle perdere sempre le ore delle stesse materie». Il banco di Rachele, però, rimaneva spesso vuoto a causa delle gare e degli allenamenti che la giovane doveva sostenere lontano dalla Toscana: «Il suo caso è stato uno dei primi in assoluto di formazione online al Pesenti. Inoltravamo via mail a Rachele gli appunti e i compiti delle varie materie. Lei studiava da sola - aggiunge la professoressa Sondra Cerrai - e quando tornava a scuola si sottoponeva alle verifiche».

Umile, nonostante le sue prestazioni in acqua raggiungessero livelli sempre più importanti. Rachele in classe si sentiva a casa. «Scherzava coi compagni e non parlava mai dei suoi successi. Ha sempre mantenuto un profilo basso», ricorda ancora Garzella della campionessa olimpica, che si è ritrovata a preparare l'esame di maturità insieme ai campionati mondiali di Roma, nel 2009. «Anticipammo la sua prova orale - spiega Edo Garzella - perché doveva partire per il mondiale». E per Rachele Bruni arriva anche l'invito dal suo ex professore: «Appena avrà un attimo di tempo, saremo lieti di accoglierla a scuola per un incontro con i ragazzi. La favola di Rachele deve essere raccontata agli studenti del liceo sportivo».

Tommaso Silvi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa