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NO al FEMMINICIDIO

GAMBASSI TERME. Novecento chilometri (per ora) per dire no alla violenza sulle donne. Da Santa Maria di Leuca in Puglia fino a Gambassi Terme, camminando sulla via Francigena, ma con un obiettivo...

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GAMBASSI TERME. Novecento chilometri (per ora) per dire no alla violenza sulle donne. Da Santa Maria di Leuca in Puglia fino a Gambassi Terme, camminando sulla via Francigena, ma con un obiettivo ancora più lontano e più grande: l’arrivo a Finisterre in Galizia, Spagna, lungo il Cammino di Santiago, in una delle città più a occidente dell’Europa. Grazia Andriola, infermiera professionale originaria di Ostuni, ma che vive e lavora vicino a Bellinzona, in Svizzera, ha ancora molta strada da fare, ma un obiettivo ben preciso.

«Credevo di fare questo cammino per me stessa - ha scritto sulla sua pagina Facebook “La strada che scegliamo in cui racconta il suo viaggio - ma ho scoperto che sarà un cammino che dedicherò a tutte quelle donne che non potranno mai farlo, perché la loro vita è stata ingiustamente spezzata dalla follia, dalla rabbia, dall’ignoranza, dalla gelosia. E ora io camminerò per tutte voi».

È entrata da pochi giorni in Toscana dopo aver cominciato il pellegrinaggio il 27 giugno. San Quirico d’Orcia, San Gimignano e ieri Gambassi Terme all’ostello della pieve di Santa Maria a Chianni. Poi sarà la volta del convento di San Francesco a San Miniato e ad Altopascio, ospite di una famiglia per poi toccare Valpromaro, dove alloggerà in un ostello e proseguire per la costa ligure e avviarsi verso la Francia. «L’anno scorso ho fatto il Cammino di Santiago - racconta - e nel 2016 avevo intenzione di ripetere l’esperienza in Italia. Mi sono presa un anno sabbatico e sono partita dalla Puglia, la mia terra. Doveva essere un’esperienza personale, ma si è trasformata in un viaggio di solidarietà contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Tutto è nato dall’incontro con i responsabili dell’associazione We World di Milano che si occupa di violenza su minori e sulle donne. Avevo già avuto esperienza con un centro di ascolto in Brianza di una mia amica che avevo aiutato a fa nascere. Ma questa è una cosa diversa. Durante il cammino incontro responsabili di associazioni che lavorano proprio in questo campo e vengo contattata da donne che mi raccontano la loro tragica vita di violenze domestiche. E io cerco di aiutarle mettendole in contatto proprio con centri di ascolto».

Grazia, il cui hashtag su Twitter è #steptostopviolence, sta anche dedicando le varie tappe a donne vittime di femminicidio. E la scorsa settimana è stata dedicata a Vania Vannucchi la donna di Lucca morta dopo essere stata bruciata viva, probabilmente dal suo ex compagno. «Ho avuto la terribile notizia mentre ero in cammino - dice - e mi è sembrato giusto onorare la sua memoria in una parte del mio viaggio».

Ancora oltre duemila dei tremila chilometri complessivi fino a Finisterre con arrivo previsto nel prossimo mese di novembre. Mesi di cammino per le donne, ma anche per se stessa in una esperienza incredibile. «Finché non si prova non si può capire - sottolinea l’infermiera che svolge l’attività di libero professionista - Ci si ritrova da soli, s’incontrano persone lungo il cammino, si riflette, ci si immerge nella lentezza. Si scoprono tante cose di noi che fino a quel momento non si conoscevano. Il Cammino di Santiago è speciale, ma anche la via Francigena è splendida. La parte a sud è ancora da completare e sistemare. Ma attraversa territori che ti rimangono nel cuore».

La sua è una missione che punta ad affrontare la violenza sulle donne, «perché se ne parla ancora troppo poco - dice - mentre si tratta di un argomento che non può più essere considerato un tabù. Le donne sono spesso alla deriva e lasciate sole. Ma devono capire che, invece, ci sono tantissime persone pronte ad aiutarle e a risolvere in tempo quei problemi che poi diventano irrimediabili».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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