Il Tirreno

Empoli

rischi e proteste

Cadute, slalom e bolidi: ecco la strada dei pericoli

di Francesco Turchi
Il marciapiede è largo appena quaranta centimetri (Foto Agenzia Carlo Sestini)
◗
Il marciapiede è largo appena quaranta centimetri (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Raccolta firme in via Chiarugi a Empoli che è off-limits per disabili e passeggini «Marciapiede largo appena 40 centimetri, va allargato eliminando il parcheggio»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. C’è una strada, nel cuore della città, dove il marciapiede è talmente stretto che - al massimo - può ospitare un pedone alla volta. E, di conseguenza, è off-limits per passeggini e disabili in carrozzina, costretti a invadere la carreggiata, con tutti i pericoli che ne conseguono. Non solo. Il marciapiede, che in alcuni punti è largo (o meglio, stretto), appena 40 centimetri, è sconnesso, tanto che le cadute (in particolare di anziani, ma non solo), ormai non si contano più. Ora però i residenti e i commercianti di via Chiarugi sono stufi. E hanno scritto una lettera per spiegare la loro insofferenza per una situazione che va avanti da troppi anni. La consegneranno alla sindaca di Empoli, Brenda Barnini, corredata dalle firme dei cittadini (ne sono già state raccolte decine). Di fatto chiedono l’eliminazione del parcheggio (a pagamento) sulla parte destra della strada, in modo da recuperare lo spazio necessario per allargare il marciapiede. Perché d’altra parte, in questa strada, ogni giorno transitano auto e camion a tutta velocità, «per non parlare delle ambulanze», trattandosi di un’arteria che porta verso l’ospedale San Giuseppe. E i pedoni - costretti a passeggiare sulla carreggiata - sono costantemente a rischio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13940058:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13940058:1652264529/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Via Chiarugi - spiega Fabio Cecchi, uno dei promotori della petizione e titolare della tabaccheria - non può essere percorsa dai disabili. Ma neanche da genitori con un bambino sul passeggino. Perché da questa parte (quella sinistra, uscendo dal centro, ndr), non c’è spazio e dall’altra ci passano a misura, ma spesso genitori e nonni sono costretti a fare la gincana per evitare gli specchietti delle auto o i pedoni». E al di là dell’indiscutibile disagio, c’è da fare i conti anche con un danno economico: «Sembrerà esagerato, ma noi ci rimettiamo in termini di clienti. Perché in tanti fanno il giro largo, da dietro la Banca di Cambiano e non passano da qui. E poi la situazione è ancora più aggravata quando vengono messi sul marciapiede i contenitori della raccolta porta a porta dei rifiuti».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13940059:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13940059:1652264529/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

I residenti contestano a Barnini che mentre da una parte «si spendono moltissimi soldi della collettività in opere faraoniche», dall’altra «non si tutela l’incolumità dei cittadini». Anche perché - come sottolineano dall’Osteria La Ghiotta: «Ormai le persone che sono cadute su questo marciapiede non si contano più». I firmatari sperano di avviare un confronto con la sindaca per trovare una soluzione: «L’ideale sarebbe togliere gli stalli a pagamento. L’avevamo già proposto anni fa ma ci fu risposto che non si poteva anche perché quel parcheggio garantisce degli introiti... Ma ora - concludono i residenti la situazione è diventata insostenibile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze