Sicurezza
Assediati dai banditi seriali
Quarto colpo in un anno al distributore: «Situazione insopportabile»
MONTELUPO. Quattro furti andati a segno in un anno. Lunedì scorso i banditi erano stati costretti (per una volta) alla fuga. Ma non si sono arresi. Anzi. Sono tornati nel distributore Eni, hanno rubato e hanno voluto fare anche uno spregio ai titolari, spaccando la macchinetta utilizzata per le scommesse, poi abbandonata in mezzo alla campagna. E a proposito di furti-seriali, la zona della Tosco Romagnola a Fibbiana è ormai un terreno di conquista per le bande. Perché lo stesso “trattamento” viene riservato all’autolavaggio Cristal, distante poche centinaia di metri dal distributore, dove i furti - tentati o riusciti - ormai non li contano più (l’ultimo risale a un paio di settimane fa), così come i danni.
L’assalto. Stavolta i malviventi in azione al distributore Eni erano tre. Sono arrivati intorno alle ore 3.30; uno di loro è rimasto all’esterno per fare il “palo”. Gli altri due invece sono entrati dentro, utilizzando le maniere forti. Dopo aver messo fuori uso l’impianto di allarme, hanno sollevato un tombino e l’hanno scagliato contro un vetro. Una volta, due, tre. Fino a quando è andato in frantumi. Poi si sono diretti verso la cassa, hanno ripulito una dopo l’altra le mensole delle sigarette, rubato i gratta e vinci e tutto ciò che hanno trovato a portata di mano, dopo aver rovistato ovunque, fino a riempire completamente di refurtiva un grosso sacco. Tutto questo in maniera indisturbata, anche se sotto gli occhi delle telecamere, che hanno ripreso tutta la scena ma le cui immagini difficilmente potranno fornire elementi utili ai fini delle indagini, considerando che i due erano incappucciati.
Lo spregio. Se ne sono andati attraversando i campi sul retro del distributore. E - nella fuga - hanno abbandonato la macchinetta utilizzata per le scommesse e le ricariche telefoniche: «Si vede chiaramente che non è un registratore di cassa - spiega Elena, figlia dei titolari -. Eppure l’hanno spaccata e poi lasciata lì. Sembra più uno spregio». Anche perché è stata ritrovata più o meno nel punto in cui pochi giorni prima i ladri avevano lasciato i loro attrezzi: «Lunedì scorso ci avevano già provato a entrare. Ma era scattato l’allarme e l’intervento di una pattuglia della Lince li aveva costretti a fuggire». La mattina seguente i titolari avevano trovato nella campagna dietro all’attività una serie di arnesi da scasso (ma anche una mazza) e - ovviamente - li avevano fatti sparire. Tre giorni dopo, nello stesso punto, c’era la macchinetta devastata. Forse non si tratta soltanto di una coincidenza.
La rabbia. E intanto, ieri mattina, per l’ennesima volta, Luca Tognetti e la moglie Carla Cappelli si sono ritrovati a dover fare la conta dei danni, nonostante la presenza di un impianto di allarme e di un sistema di videosorveglianza che vigilano su un’attività che si trova lungo una strada trafficata anche di notte come la Tosco Romagnola a Fibbiana: «È il quarto furto che subiamo in un anno - sottolinea sconsolata Elena -. È chiaro che il morale dei miei genitori è sotto i piedi: sul piano psicologico non è facile sopportare una situazione del genere. Dopo quello che era successo lunedì - conclude Elena - pensavamo di averla scampata almeno per questa volta. E invece...».
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