Sicurezza
Mail da Pisa all’Empoli: «Non aprite lo stadio Castellani»
Alta tensione per la gara di domenica 4 settembre, venerdì summit decisivo. Pronti 100 agenti e 50 telecamere ma su organizzazione e viabilità è rischio caos
EMPOLI. Il Pisa calcio è nel caos. E la città di Empoli osserva da spettatore decisamente interessato l’evoluzione delle vicende societarie nerazzurre, con la sensazione di chi si ritrova a vagare con il cerino in mano. Perché Pisa-Novara di domenica 4 settembre (ore 20.30) dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) giocarsi allo stadio Castellani, per l’indisponibilità dell’Arena Romeo Anconetani, che necessita di una serie di lavori di adeguamento. Ma - a quattro giorni dalla partita - l’organizzazione è in alto mare. La riunione del Gos (Gruppo operativo sicurezza), che avrebbe dovuto tenersi giovedì 31 agosto, è slittata di 24 ore. L’unica certezza, sul piano dell’ordine pubblico, è che la polizia è pronta a mettere in campo le misure ormai collaudate per le gare casalinghe dell’Empoli: un centinaio di agenti, supportati dalle 50 telecamere ad alta definizione che monitorano l’impianto. Tutto il resto è un enorme punto interrogativo: dalla viabilità alla gestione degli steward fino alla cartellonistica. Una situazione che tiene col fiato sospeso una città intera. Che si chiede, al di là di quanti pisani arriveranno, con quale umore lo faranno. Il timore è che ci sia una parte della tifoseria pronta a non far disputare (o a bloccare) la partita, con possibili ripercussioni sul piano dell’ordine pubblico. Per non parlare dell’ipotesi (al momento decisamente remota ma non esclusa) che si giochi a porte chiuse: in quel caso potrebbero radunarsi fuori dallo stadio migliaia di persone, in un clima tutt’altro che festoso, anche se, almeno finora, le manifestazioni di protesta (prima all’aeroporto e poi alla stazione, dove sono stati occupati i binari), sono state pacifiche. Insomma, le variabili sono tante e complicano, non poco, l’organizzazione.
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Il dirigente del commissariato Francesco Zunino ha organizzato per venerdì mattina alle 11 la riunione del Gos, convocando - ovviamente - anche due rappresentanti del Pisa, il delegato ai rapporti con i tifosi e quello alla sicurezza (da capire se sono “legittimati” dall’attuale proprietà). Nell’occasione dovrebbero essere definiti tutti i dettagli in vista della partita. E tra questi - tutt’altro che secondario - c’è quello relativo alla viabilità, perché l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa non sembra avere molta voglia di mettere a disposizione i propri agenti, ma allo stesso tempo è abbastanza complicato sul piano organizzativo e logistico mettere a punto l’intervento dei colleghi pisani.
Per quanto riguarda la convenzione , è giusto chiarire alcuni aspetti, anche perché nelle scorse ore l’Empoli ha ricevuto una mail da un gruppo di tifosi nerazzurri che - con toni corretti e senza alcun tipo di intimidazioni - chiedevano alla società «di non aprire lo stadio Castellani, domenica, in modo da supportare la protesta».
La proprietà dell’impianto è del Comune, che ha un accordo per la gestione con l’Empoli. Il documento trilaterale è stato firmato quando era ancora pienamente operativo il dg del Pisa Fabrizio Lucchesi, empolese, ex dirigente azzurro, legato da un rapporto di amicizia con la società di Monteboro. Poi lo scenario è decisamente cambiato e i «successivi accordi tra le due società» per definire i dettagli dell’utilizzo del Castellani, sono rimasti lettera morta. Per settimane da Pisa non è arrivato alcun segnale. Fino a martedì 30 agosto, quando la segreteria nerazzurra ha inviato una mail per chiedere un incontro agli azzurri, annunciando un’imminente schiarita sul futuro del pallone sotto la Torre. In realtà poche ore dopo la situazione è ulteriormente precipitata, con la rottura (l’ennesima) della trattativa tra la famiglia Petroni e il fondo arabo rappresentato da Pablo Dana. L’incontro si è tenuto comunque, mercoledì pomeriggio, nella sede di Monteboro. Presenti anche tre dipendenti del Pisa (che però non hanno titolo di rappresentanza). Al termine del summit, che ha evidenziato una volta di più i ritardi sul piano organizzativo, l’ad dell’Empoli, Francesco Ghelfi, ha ribadito: «Quando abbiamo firmato la convenzione, le condizioni erano diverse. Stando così le cose ci limiteremo agli impegni presi, consegnando le chiavi dell’impianto. Tutto il resto non ci riguarda».
LA CONVENZIONE
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