Toscana
Empoli, le detenute contro la chiusura del carcere-modello
La protesta di 14 donne ospiti nella struttura Pozzale che a breve verrà cancellata: «L’unica che poteva riabilitarci, è una verogna»
EMPOLI. Un luogo non avulso dal territorio, un luogo che funzionava con sperimentazioni degne dei paesi più all’avanguardia. Che ridava normalità alla vita di donne che avevano sbagliato. Questo lo ribadiscono le detenute del carcere di Pozzale che protestano per la chiusura della loro “casa”. « Ci hanno anche detto che sarebbe stato chiuso il 30 settembre e che dopo sessanta giorni, sarebbero arrivati i nuovi ospiti dell'Opg di Montelupo. Invece il 26 luglio c'è stata la comunicazione ufficiale: ragazze si chiude. Ci siamo sentite defraudate. È stata una doccia fredda. Abbiamo sentito amarezza, indignazione, impotenza, falsità, nessuna trasparenza. Un trauma il nostro. Ora proprio non ci voleva, verremo trasferite comunque e nonostante tutto - spiegano Rosalia Correnti, Mirka Mikaslova, Giuseppa Pizzo, Elisabetta Ricardi, Siham Beuharoual, Alfonsina Tangredi, Madalina Ilie Rodico, Stefania Lotti, Bartolini Odette, Elena Menichini, Speranza Copelea, Sun Shu Lan, Ivana Turci, Judith Viagio - avevamo raggiunto il nostro equilibrio, grazie al lavoro, interno ed esterno; alle attività interdisciplinari che qui hanno sempre avuto un senso; ai rapporti con il personale di custodia con cui parlavamo, superando la 'divisa'». Ai rapporti con l’esterno e con il mondo del lavoro.
E continuanano: «Avevamo raggiunto il nostro equilibrio, grazie al rapporto che ognuna di noi aveva costruito con tutti gli operatori volontari delle varie e molte associazioni, impegnate all'interno di questo carcere. Tutte persone che hanno messo cuore, sudore, per riprendere in mano attività come l'azienda agricola, dove è stato fatto un lavoro enorme che è sotto gli occhi di tutti». [[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.13860693:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2016/07/23/news/chiude-il-carcere-all-avanguardia-1.13860693]] «Ma non è bastato, andremo a Sollicciano e a Perugia. Firenze è da sempre una realtà caotica, diseducativa, distruttiva nella persona - vanno avanti - venir trasferite da un luogo in cui cominciavamo a guardare oltre questi cancelli, oltre queste sbarre, ci pare una sconfitta. Ma non solo per noi, anche per la frazione di Pozzale, per la città di Empoli, per il suo Comune, per le nostre famiglie». E concludono:»Noi siamo state le ultime ad essere informate ed è vergognoso che l'unico carcere toscano dove veniva rispettato l'articolo 27 della Costituzione Italiana, che prevede e recita la riabilitazione e rieducazione del detenuto, venga smantellato».
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