Il dolore
Twin disc, sciopero contro gli esuberi
I lavoratori si sono ritrovati nella piazza di fronte al municipio, incontro col sindaco
LIMITE. Dopo l'annuncio dei 16 esuberi tra i 44 dipendenti della Twin Disc, azienda che opera nel settore nautico di alta qualità, i lavoratori hanno deciso di manifestare il proprio dissenso rispetto ai piani comunicati dalla proprietà e, nella mattinata di ieri, si sono ritrovati in sciopero nella piazza antistante la sede del Comune.
Assieme a Yuri Campofiloni, funzionario della Fiom-Cgil, il sindaco Alessandro Giunti ha ricevuto nel suo ufficio una rappresentanza di lavoratori, presente anche il consigliere regionale Enrico Sostegni.
Dopo una breve descrizione della situazione, l'amministrazione comunale e Sostegni si sono messi in contatto con Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, per fissare un incontro tra le parti e far partire le procedure per la costituzione dell'unità di crisi lavoro. L'appuntamento è già stato fissato per lunedì primo agosto, alle 14 alla presidenza della Regione.
«Come amministrazione comunale, siamo vicini ai lavoratori della Twin Disc ed esprimiamo solidarietà - ha detto il sindaco - Ci impegneremo al massimo per tutelare il più possibile i livelli occupazionali attuali, pur sapendo che la situazione è difficile. Abbiamo già coinvolto la Regione e lunedì prossimo ci troveremo a Firenze per approfondire la vertenza e provare ad instaurare un dialogo proficuo con i vertici aziendali. Ci auguriamo che lo stabilimento di via Salani possa continuare a produrre e, non a caso, ricordo l'impegno iniziale dell'amministrazione che ha permesso di trovare un accordo per il mantenimento del sito produttivo ».
«Ringraziamo il sindaco di Capraia e Limite per la disponibilità e la vicinanza espressa ai lavoratori - hanno spiegato i lavoratori - auspichiamo che l'intervento delle istituzioni possa spingere l'azienda a ritirare i licenziamenti e sospendere la procedura di mobilità, almeno per il periodo feriale. Chiediamo inoltre alla multinazionale americana di dare seguito ad un confronto serio sul piano industriale e di rivedere la scelta di esternalizzare la produzione in serie».
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