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Carcere, i sindacati contro la dismissione

Carcere, i sindacati contro la dismissione

La Fns Cisl: «La scelta di ospitare a Pozzale gli internati dell’Opg è fuori da ogni regolarità»

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EMPOLI. Una protesta forte e chiara. E’ quella che arriva dai sindacati degli agenti penitenziari. «Quanto accade in Toscana è non solo irrituale ma fuori da ogni regolarità giuridica, amministrativa e contabile prevista dalle norme dello Stato e dalla norma costituzionale - spiega Fabrizio Ciuffini di Fns Cisl - la Regione stessa è stata poi commissariata per non aver provveduto a realizzare nei termini di legge (la stessa che la Toscana promuoveva) le Rems, le Residenze sanitarie. Già nel 2014 l’ipotesi di usare Empoli per farne una, era stata palesata. Ma poi, rispetto a pareri tecnici di cui mai siamo stati resi partecipi formalmente, tale ipotesi venne poi scartata. Poche settimane fa però, di fronte alle pressioni del commissario straordinario (nonché garante per i diritti dei detenuti) di trovare una non più rinviabile soluzione per terminare lo sfollamento degli internati dall’Opg, la Regione dichiarò di aver “deciso” di chiedere al Demanio la cessione della casa circondariale di Empoli per realizzare la nuova Rems. E così, dalla sera alla mattina, non valgono più pareri tecnici, non vale più il valore dell’attività svolta aEmpoli, non valgono i soldi pubblici spesi per ristrutturare Montelupo, non vale niente il destino di oltre 100 famiglie di lavoratori che dovranno trasferirsi».

«Vale solo l’incoerenza e l’ipocrisia della politica, incapace di chiedere al Demanio una delle tantissime strutture dismesse ed abbandonate dalla Stato in questi anni - si spiega ancora - Vale abbandonare anche l’idea di realizzare la Rems a Pescia dove anni prima, sempre con soldi pubblici, era stata costruita una struttura che avrebbe dovuto integrare/sostituire l’Opg, per poi lasciarla lì vuota come tante “cattedrali nel deserto”che vengono costruite in Italia ».

E conclude: «Politici nazionali, regionali e locali, che vergognosamente non si occupano più ( e con loro il garante dei detenuti) di che fine farà il progetto Empoli, la qualificata attività di un progetto nazionale apprezzato in tutto il paese non serve più, serve per fare altro oggi e quindi anche quelle detenute – come i lavoratori penitenziari – diventano numeri, solo numeri».

Sullo stesso tono anche il Coordinamento nazionale di polizia penitenziaria.

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