Il Tirreno

Empoli

Al mercato il covo dei ribelli che combattono la Bolkestein

di Chiara Capezzuoli
Al mercato il covo dei ribelli che combattono la Bolkestein

Molti ambulanti di viale delle Olimpiadi hanno abbandonato Confesercenti e Confcommercio dando vita a una nuova associazione per uscire dalla direttiva

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Si infiamma la protesta contro la normativa europea Bolkestein. Gli ambulanti del mercato di Empoli non ci stanno a perdere le loro postazioni ormai storiche e decidono così di scindersi da Confesercenti e Confcommercio perché non si sentono più rappresentati. Gli ambulanti della Toscana hanno dato vita ad Assidea, associazione contro la Bolkestein che vede oggi all'attivo 900 iscritti in tutto il territorio e, molti dei quali, storici ambulanti del mercato empolese. La normativa Bolkestein, che ad oggi verrebbe applicata agli ambulanti, agli stabilimenti balneari e ad altre categorie, ha gettato nello scompiglio proprio gli ambulanti che temo veder sfuggire un posto di lavoro sicuro.

Confesercenti, negli scorsi mesi, aveva assicurato grazie all'intesa Stato Regione, che gli ambulanti dei mercati e fiere della Valdelsa non avrebbero visto andare all'asta i loro posti assegnati ma avrebbero dovuto partecipare a bandi di assegnazione. Gli ambulanti di Assidea, però, non si trovano più in accordo con le associazioni di categorie arrivando così alla scissione definitiva. «Siamo stati costretti ad associarci tra di noi perché non ci sentivamo più rappresentati da Confesercenti e Confcommercio visto che hanno deciso di fermarsi all'intesa Stato Regione del 2012 senza continuare oltre - ha spiegato Alessio Pestelli, presidente di Assidea - in questi mesi abbiamo parlato con i Comuni e con la Regione e finalmente è arrivata la buona notizia, ovvero l'approvazione della mozione da parte del consiglio regionale per far uscire gli ambulanti dalla direttiva».

Adesso si attende che la Regione provi a smuovere le carte in gioco anche se l'iter da seguire è arduo. Iter che per altro si era già riproposto proprio nel 2012 quando poi fu varata l'intesa Stato Regione. «Confesercenti ha portato avanti il progetto anti Bolkestein per far uscire gli ambulanti dalla direttiva, esattamente come avevamo fatto nel 2012 malgrado la sconfitta che poi ha portato all'intesa Stato Regione - commenta Lapo Cantini di Confesercenti - ci siamo mossi affinché i comuni effettuassero bandi di assegnazioni e non aste. Il nostro obiettivo resta quello di mantenere nei mercati gli organici che abbiamo ora, privilegiando l'anzianità di lavoro». Le due realtà si muove in parallelo: una vuole l'uscita definitiva degli ambulanti dalla Bolkestein, l'altra accetta la normativa ma con delle condizioni ben precise.

Fatto sta che passeggiando nel mercato e vedendo i vari cartelli anti Bolkestein applicati ai furgoni, il fervore e l'ansia sono palpabili. «Stiamo facendo manifestazioni e continuiamo a portare le nostre ragione di fronte alle istituzioni - racconta l'ambulante Riccardo Freschi - perché non è possibile che adesso si debba acquistare all'asta posti che abbiamo comprato e pagato per 10 anni». Con l'approvazione della direttiva gli spazi di lavoro verrebbero concessi per 12 anni ma non in maniera automatica sotto forma di rinnovo come fatto fino ad oggi e per molti «è una vergogna che si venga a mettere bocca nelle attività italiane - spiega Monica Consoloni - l'Europa non può conoscere le dinamiche italiane». Il malcontento è dilagante e tutte le speranze sono riposte nella Regione. «Lavoro come ambulante dal '94 e sono la terza generazione nella mia famiglia - racconta Nello Nicastro - per ora sappiamo che il consiglio regionale ha approvato la mozione di togliere gli ambulanti dalla Bolkestein. Speriamo ci sia un lieto fine». «Se la direttiva serve per far in modo che lavorino solamente gli ambulanti regolari va bene - commenta Franco Masini - ma se vuole portar via il posto di lavoro a persone che lo fanno da più di 30anni no».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato