Il Tirreno

Empoli

No alle tendopoli proposte dal prefetto

di Marco Pagli
No alle tendopoli proposte dal prefetto

Le associazioni: i profughi non possono essere sistemati così

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EMPOLI. Continuano gli sbarchi di migranti sulle coste italiane e gli arrivi in Toscana e nella provincia di Firenze proseguono. La situazione si sta facendo sempre più difficile, a causa della carenza di sistemazioni in grado di ospitare. Negli ultimi mesi le stime parlano di 1.500 arrivi nel territorio della Città metropolitana. Nell'Empolese Valdelsa, in base alle tabelle della prefettura, sarebbe previsto l'arrivo di altri circa 200 migranti, arrivando a superare quota 700 presenze. Ma la difficoltà a trovare immobili idonei rimane. Per questo l'organo prefettizio di Firenze sta cercando di ovviare al collasso con una proposta che però nel territorio, e non solo, ha riscosso scarsissimo entusiasmo. Quella cioè di creare delle tendopoli in cui collocare i migranti che non trovano posto nelle strutture già allestite per l'accoglienza.

L'idea è stata messa nero su bianco sull'ultima manifestazione di interesse diffusa dalla stessa prefettura. Qui, infatti, si parla di una ripartizione dei richiedenti protezione nei vari territori della provincia che non abbiano ancora raggiunto le soglie massime (tutti ad eccezione del Mugello, anche se negli ultimi giorni sono arrivate nuove sollecitazioni anche per questa area) attraverso la predisposizione di "spazi tenda o moduli abitativi". Un sistema che in altre province è già in vigore, come ad esempio nel comune di Lucca con la tensostruttura delle Tagliate.

Nella manifestazione di interesse, peraltro, viene distinto anche l'importo pro capite che verrebbe corrisposto alle associazioni nel caso in cui forniscano gli spazi tenda o i moduli abitativi oppure no: nel primo caso, infatti, il contributo sarebbe di 33,07 euro al giorno, mentre nel caso in cui alla fornitura dovesse pensare l'Interno verrebbe ridotto a 23,07 euro. Le associazioni che operano nel circondario, però, finora hanno respinto le richieste in questo senso da parte della prefettura. La sistemazione in tende o moduli abitativi non piace. Tuttavia, dal prefetto le sollecitazioni a ripartire sul territorio gli arrivi sono sempre più pressanti. A non essere entusiasmati - tanto per usare un eufemismo - dall'idea tendopoli non ci sono solo i soggetti che lavorano nell'accoglienza nella zona. Ma anche il governatore toscano Enrico Rossi. Il presidente regionale, infatti, ha scritto al ministro dell'interno Angelino Alfano nei giorni scorsi per esprimere tutto il proprio disappunto. «Non nascondo la mia contrarietà per una simile decisione - si legge nella lettera - la Regione e i Comuni della Toscana hanno, da sempre scelto di privilegiare un modello di accoglienza diffusa sul territorio, fatta prevalentemente di piccole strutture al fine di favorire l'ospitalità di qualità e facilitare l'inserimento dei profughi e dei richiedenti asilo nella comunità ospitante». Al di là di alcune realtà - presenti anche nell'Empolese Valdelsa - dove si superano le 30 unità, la media toscana di persone accolte per struttura è di 15. Un fatto che Rossi vorrebbe non fosse modificato. «L'intensificarsi dei flussi migratori non può giustificare un simile cambiamento di rotta - prosegue - semmai reclama l'intensificarsi di un rapporto, fra Stato ed enti territoriali, che faccia della qualità dell'accoglienza, sia nei confronti dei richiedenti protezione internazionale ma anche verso la comunità ospitante, il suo tratto distintivo».

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