La manifestazione
Il regolamento e l’avanguardia della giunta Rossi
Empoli ha sempre portato la bandiera in quanto a diritti in tema di unioni civili. E questo già da decenni. Già nel 1993 il circolo Arcigay ad Empoli e l’allora assessore alle politiche sociali...
Empoli ha sempre portato la bandiera in quanto a diritti in tema di unioni civili. E questo già da decenni. Già nel 1993 il circolo Arcigay ad Empoli e l’allora assessore alle politiche sociali Flavio Arditi (la giunta era quella di Varis Rossi) lavorarono per avere il regolamento delle unioni civili, primi in Italia: il primo tentativo venne bocciato, al secondo ebbero la meglio. «Si trattò di un processo iniziato in modo provocatorio, non credevamo di poter avere molto seguito, cosa che invece poi successe», ricorda Arditi.
Così in tempi più recenti, lo scorso anno il sindaco Brenda Barnini (nella foto) ha iscritto nel registro delle unioni civili due donne che si erano sposate in Danimarca. Questo come riconoscimento politico e istituzionale di un diritto civile riconosciuto in tutti i paesi europei.
Il prefetto di Firenze, invece, non ha gradito e ha imposto al municipio di annullare il provvedimento, inducendo così la coppia a chiedere il parere del giudice del Tribunale amministrativo regionale..
Contro il provvedimento del prefetto, che aveva cancellato la trascrizione nel registro di stato civile anche di un altro matrimonio, celebrato in Portogallo tra Paolo Pescosolido e Juri Fallani, aveva presentato ricorso al Tar anche il sindaco Brenda Barnini.
Ora, con l’applicazione della legge Cirinnà (entrata in vigore da giugno in poi), tutto questo sarà evitato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
