Attenzione
Colorobbia, interrogazione dalla sinistra
MONTELUPO. Sono giorni caldi per quanto riguarda l’impianto Colorobbia. Il progetto dell’azienda che ha deciso di costruire a Fibbiana un impianto per il recupero di metalli preziosi ha dato vita ad...
MONTELUPO. Sono giorni caldi per quanto riguarda l’impianto Colorobbia. Il progetto dell’azienda che ha deciso di costruire a Fibbiana un impianto per il recupero di metalli preziosi ha dato vita ad un acceso dibattito tra i cittadini e l’amministrazione comunale di Montelupo. Quasi sicuramente il progetto sarà sottoposto a Via (valutazione d’impatto ambientale) e il pronunciamento della Regione su questo tema potrebbe slittare a settembre visto che l’ente ha richiesto delle integrazioni all’azienda per quanto riguarda le carte del progetto è che Asl e Arpat potrebbero essere chiamate nuovamente ad esprimere dei pareri in virtù di queste integrazioni. Intanto però la questione inizia ad interessare anche il comune di Empoli. Il parere tecnico dell’Asl ha evidenziato la possibilità che l’impatto ambientale del nuovo impianto andrebbe a interessare anche i comuni limitrofi e in particolare il centro abitato di Empoli. Proprio per questo motivo FabricaComune ha presentato un’ interrogazione alla sindaca Barnini per sapere se sta seguendo l’iter del progetto della Colorobbia per un impianto di incenerimento rifiuti con recupero metalli preziosi ed energia. «Nel parere della Asl - dicono da Fabricacomune si dice chiaro che le emissioni interesseranno, in maniera significativa, anche il centro abitato di Empoli. E gli inquinanti in gioco sono molto pericolosi. Proprio mentre il nostro comune è già giudicato tra quelli critici per qualità dell’aria e deve redigere un piano di azione, che impegnerà tutti i cittadini, per migliorarla. Si tratta di un inceneritore di rifiuti, più che un impianto di recupero metalli preziosi. I pareri tecnici lo dicono chiaro: si chiede l’autorizzazione a bruciare 320 tipologie di rifiuto, molte delle quali pericolose e non compatibili con la finalità dichiarata. Insomma i metalli preziosi dentro non ci sono e quindi quello che si farà, per molti dei rifiuti trattati, sarà solo incenerimento con recupero energia. Si cerca di minimizzare, dicendo che è un impianto piccolo ma i pareri tecnici sottolineano che le potenzialità sono almeno quattro volte superiori a quanto si dichiara di voler fare e quindi anche gli impatti su ambiente e salute potrebbero diventare molto superiori. Ma quello che colpisce particolarmente è l’approssimazione con cui una ditta, per altro di eccellenza, come Colorobbia si avvicina ad un impianto cosi delicato come quello proposto».
Alessandro Marmugi
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