Gioco
Già più di dieci i furti ma non si fermano gli assalti al Q8
Al distributore sulla circonvallazione di Fucecchio, i ladri sono stati messi in fuga dal fornaio che consegnava le paste
FUCECCHIO. Sono arrivati in cinque, si sono tolti la maglietta per coprirsi il volto e - armati di piccone - hanno provato ad entrare nella stazione di servizio Q8 sulla circonvallazione a Fucecchio, salvo essere messi in fuga dall'uomo che stava consegnando le paste, che proprio in quel momento stava arrivando per lasciare i dolci per la colazione della mattina successiva. Un furto, quindi, non andato a segno, che come bersaglio aveva - per l'ennesima volta - questo distributore, colpito già 10 volte negli ultimi tre anni. Tuttavia, almeno per stavolta, gli aspiranti ladri sono stati beccati con le mani nella marmellata e sono scappati appena hanno sentito il rumore del motore del furgoncino.
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Ma andiamo alla dinamica, nei dettagli: sono quasi le due del mattino del 21 al distributore, quando cinque soggetti sopraggiungono a piedi e vanno davanti l'entrata posteriore; parlottano un po', si coprono il viso con la maglietta e rimangono a torso nudo. Dopo pochi secondi ne arriva uno che ha preso il cassonetto dell'organico per salirci sopra e togliere la grata che sta sopra la porta. Per vedere meglio tira fuori lo smartphone e lo usa in modalità torcia, solo che non fa nemmeno in tempo ad attaccare il moschettone con la lancia antincendio che arriva l'uomo che ogni giorno porta i dolci all'area di servizio. Da lì, tempo pochi secondi, i cinque si dileguano e scappano da dove sono venuti. Il problema è che hanno agito praticamente a mezzo metro da una telecamera accesa, che ha ripreso tutto; oltretutto un metro più in là c'è anche un cartello che indica che l'area è videosorvegliata.
Evidentemente i cinque si sentivano estremamente sicuri della bandana di fortuna ricavata dalla maglietta che indossavano e che hanno usato per coprirsi il viso. L'intento era quello di sradicare la grata, magari tirandola via di forza; poi c'era da rompere il vetro e per quello c'era già un piccone pronto. Da lì sarebbero entrati - probabilmente non tutti - dentro al distributore, dove tuttavia non c'era niente, visto che i gestori ormai sono abituati - e rassegnati - ad essere derubati. Al massimo avrebbero potuto portare via qualche pacchetto di sigarette, anche perché le slot sono chiuse con una serratura. Il piano, però, non è andato a buon fine e i gestori si sono accorti del tentato furto soltanto alle 6.30, quando sono arrivati: a terra c'era ancora la lancia antincendio, oltre al piccone, il materiale da scasso lasciato lì dai ladri che sono scappati per i motivi prima spiegati.
Al distributore, anche se non ci sono stati danni, l'umore non era dei migliori:«Ci sta passando la voglia di lavorare - ripete Antonella Fefè, che con la famiglia gestisce l'attività - ormai non sappiamo più cosa fare».
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