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Tensione con i profughi occupato il campo sportivo

Tensione con i profughi occupato il campo sportivo

A Ripalta sono intervenuti i carabinieri: oltre venti immigrati non volevano lasciare l’impianto dove stavano giocando una partitella

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VINCI. Erano le 18 di ieri sera, più o meno. Un gruppo di profughi si presenta al campo sportivo di Ripalta, a Vinci, con lo scopo di dare due calci al pallone. Trovano il cancello aperto, entrano e - dopo un veloce saluto al personale presente - iniziano a giocare; sono circa 25 e vengono subito avvertiti che il tempo per la partitella sarà limitato, sia perchè ci sono da fare dei lavori al campo sia perchè stanno arrivando i genitori dei calciatori del Calcio Giovani Vinci a ritirare i cartellini. Hanno dieci minuti di tempo, poi devono andare a casa. Eppure, quando gli viene fatto presente che il tempo è scaduto, gli animi iniziano a scaldarsi. I giovani non vogliono lasciare il campo, non sentono ragioni.

Dopo qualche minuto di tensione sul posto arrivano i carabinieri, evidentemente chiamati da qualcuno che iniziava a preoccuparsi. Ed è qui che si supera la soglia: secondo una prima ricostruzione i giovani iniziano a prendere a male parole i gestori del campetto e - non paghi - minacciano verbalmente anche i militari, che ovviamente non reagiscono alle provocazioni. Dai camper parcheggiati nella piazzetta antistante si sentono le urla, le parolacce. L'intervento dei carabinieri è per fortuna risolutivo e la trentina di profughi se ne va seguita proprio dai militari. Una serata indubbiamente animata, che ha dimostrato come gli animi nella zona siano abbastanza accesi. La società ha lasciato spesso spazio a questi giovani, però chiede che le regole vengano rispettate, che si tratti di italiani o no. Due calci al pallone non si negano a nessuno, anche perchè questi immigrati spesso non hanno nulla da fare durante il giorno.

Attorno al campo sportivo ne gravitano circa 30, ospitati in strutture poco distanti. La loro integrazione non è semplice, anche perchè sono in grande numero rispetto alla popolazione che lì risiede.

Nei minuti successivi all'episodio si era diffusa anche la voce che ci fossero stati anche scontri fisici ma si è trattato solo di alcune voci paesane ingigantite a causa del passaparola. La serata si è conclusa senza feriti ma di sicuro con molta tensione.

Marco Sabia

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