Sicurezza
Occupata la sede della Città metropolitana
EMPOLI. I mezzi sono fermi nelle officine e non ci sono i soldi né per ripararli nè per fargli fare le revisioni. Succede in Toscana, non nel terzo mondo. I mezzi sono quelli che una volta...
EMPOLI. I mezzi sono fermi nelle officine e non ci sono i soldi né per ripararli nè per fargli fare le revisioni. Succede in Toscana, non nel terzo mondo. I mezzi sono quelli che una volta appartenevano alla Provincia di Firenze e che - dal primo gennaio 2015 - sono passati all'ente sopraggiunto, la Città metropolitana guidata dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Una situazione di incertezza, con risorse sempre più scarse, che ha portato i lavoratori della Città ad occupare da ieri mattina a ieri sera alle 19 la sala del consiglio metropolitano, perchè loro stessi temono per il proprio futuro. Sono circa 500 i lavoratori del nuovo ente mentre fino a due anni fa erano circa 800. La Città metropolitana avrebbe principalmente due campi su cui agire: quello delle manutenzioni stradali e quello dell'edilizia scolastica. E' evidente a tutti, però, che le strade non siano state riparate a dovere; addirittura in certe zone l'erba viene tagliata col trattore della protezione civile e se questo si rompe addio sfalci dell'erba. Per non parlare dell'edilizia scolastica: basti pensare a quei ragazzi delle superiori che a settembre torneranno a studiare in un prefabbricato a Empoli.
Per tutti questi motivi i lavoratori sono in stato di agitazione:«La nostra occupazione è simbolica - spiega Marco Zatini della Rsu - ma serve a puntare il dito contro i continui tagli che l'ente sta subendo. Senza dimenticare che la fiducia sul decreto enti locali messa dal governo potrebbe darci il colpo finale. Per questo i lavoratori della Città Metropolitana di Firenze chiedono di continuare il percorso di mobilitazione visto la grave situazione in cui versano le Province e Città metropolitane di tutta Italia ed in particolare quelle toscane che si vedono aumentare i tagli per gli enti della nostra regione di oltre 41 milioni . Per questo chiediamo ai parlamentari locali, ai consiglieri regionali, a tutti i sindaci e a tutti i politici locali affinché su questo decreto ci sia dialogo e discussione, non una fiducia».(m.s.)
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